Tra 516mila euro ed 8mila c’è un abisso. È quello che corre tra la richiesta di risarcimento e quanto assegnato a Patrick Lumumba Diya dalla Corte d’appello di Perugia per la «ingiusta detenzione», di 14 giorni, subita dopo essere stato accusato dell’omicidio di Meredith Kercher al quale è stato poi riconosciuto totalmente estraneo e quindi prosciolto dal gip.
Una cifra,quella assegnata, che forse non sarà sufficiente neppure a retribuire le prestazioni del suo legale, il quale ha definito «oggettivamente iniqua» la decisione, annunciando ricorso in Cassazione.
Se ottomila euro possono sembrare tanti come semplice “retribuzione” di 14 giorni di carcere o di risarcimento per il mancato guadagno di quei giorni, «Nessun riconoscimento del danno patrimoniale, – sottolinea l’avvocato – nessun riconoscimento del danno alla salute, danno all’immagine non adeguatamente valorizzato. Quella di Patrick non è una protesta puramente ‘economica’, ma è profonda indignazione per lo svilimento (tradotto in termini monetari) di quella che è stata e continua a essere una stigmatizzante, tragica e dolorosissima vicenda umana, personale e familiare».
Rimane per Lumumba aperta la causa per calunnia contro Amanda Knox e non dovendo pagare lo Stato, forse potranno valere i canoni “americani.”
- Redazione
- 16 Marzo 2009







