Sono state circa 6.000 le richieste di agevolazione per ristrutturazioni edilizie presentate nel 2008 in Umbria. Questa cifra rappresenta l’1,7% di quelle presentate sull’intero territorio nazionale (3.617.995), dato che pone l’Umbria al 14/o posto tra le regioni italiane.
Il numero delle domande presentate dai contribuenti umbri al centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate è rimasto pressappoco invariato rispetto al 2007 (5.990 richieste). Nel 2008 sono stati i perugini a ristrutturare più di tutti nella regione, presentando quasi 4.800 domande, dato che colloca Perugia al 24/o posto tra le province italiane. Terni, nonostante abbia avuto un incremento rispetto al 2007, si aggiudica solo il 76/o posto, con 1.190 domande presentate.
Nel mese di dicembre – riferisce il comunicato – la provincia di Terni ha avuto un incremento del 18 per cento, la provincia di Perugia una lieve flessione negativa dello 0,6 per cento.
Dal 1998, anno in cui è nato questo istituto fiscale, le comunicazioni per le ristrutturazioni edilizie presentate dai contribuenti umbri sono state poco meno di 61 mila.
Forse si poteva fare di più, ma le risorse necessarie ed i vincoli esistenti da tempo, più quelli che taluni organi dello Stato si inventano, a spese dei contribuenti per supplire a loro deficienze, sono quelle che sono e così, interi quartieri vanno in malora, si fanno nuove case, desertificando i centri storici o, peggio, lasciandoli alla mercè di clandestini e di proprietari che ci speculano sopra.
Fortunatamente nell’investimento di circa 55 milioni di euro per mettere a disposizione delle famiglie umbre 800 nuove abitazioni che si propone di fare la Regione Umbria attraverso il «Programma operativo annuale 2008/2009» approvato dalla Giunta regionale la quota destinata a ristrutturazioni e riqualificazioni nei centri storici non è poca.
«Realizzeremo 800 alloggi – ha spiegato l’assessore Stufara – di cui 400 con tecniche di costruzione sperimentali (tipo bioedilizia), e appartamenti da dare in locazione a studenti e anziani e per i quali sono previsti specifici bandi regionali. Gli investimenti riguarderanno anche il recupero di strutture esistenti, circa nel 50 per cento dei casi, e sono previsti interventi di riqualificazione nei centri storici».









