I prelievi dovranno essere completati entro il 31 maggio: escluso il metodo della "battuta"

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato un “Piano straordinario di contenimento della specie cinghiale” che prevede, nell’imminenza della stagione agricola più fruttuosa, giugno-settembre, l’abbattimento di un numero consistente di esemplari di una specie "la cui presenza, sempre più invasiva negli ultimi anni, sta diventando insostenibile per i danni ambientali, all’economia agricola e alle finanze pubbliche".
"Secondo i dati dell’Osservatorio faunistico regionale – informa una nota della Regione – esisterebbe in Umbria, dopo il prelievo effettuato durante la trascorsa stagione venatoria del 2008/09, ancora un “surplus” di circa 14 mila cinghiali, ed è stato calcolato che i danni all’agricoltura siano dovuti al 90% all’azione di questa specie".
Il Piano sarà trasmesso alle Province per la programmazione e l’attuazione degli interventi necessari. Sarà coinvolto il maggior numero di operatori, in modo tale da garantire la massima efficacia dell’intervento. Tra i metodi di prelievo e contenimento è esclusa la battuta. Gli interventi, che dovranno essere compatibili con i Piani provinciali di controllo e gestione del territorio, dovranno essere completati entro il 31 maggio prossimo.
L’assessore Lamberto Bottini ha precisato che “il numero dei capi da prelevare assomma a 5.800 unità" e che "gli abbattimenti sono concentrati nei distretti, i due di Perugia e quello di Terni, dove è registrata una maggiore concentrazione ed entità dei danni”.
 

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