Nei giorni scorsi sarebbe stata sottoposta a sequestro la documentazione riferita alla variante al Prg e al bando di gara per l'alienazione dell'area dalla quale il Comune ha ricavato oltre 1 milione di euro: l'Idv attacca l'Amministrazione Ruggiano
palazzi comunali di todi

Nuovi "guai" per la vendita del cosiddetto "lotto di Pontenaia" da parte dell’Amministrazione comunale di Todi. La Procura della Repubblica, infatti, avrebbe fatto visita giovedì negli uffici dell’Ufficio Urbanistica per sequestrare il fascicolo contenente tutta la documentazione riferita all’operazione messa in atto lo scorso ottobre dalla Giunta Ruggiano tra le proteste dell’opposizione. E proprio dagli esposti del centrosinistra è partita probabilmente l’indagine sulla pratica, che aveva già visto qualche mese fa la richiesta di chiarimenti da parte della Soprintendenza, chiarimenti che in quel caso sono stati forniti ricevendo, in relazione al vincolo ambientale, parere positivo.
Ora, però, è arrivato questo nuovo e più pesante interessamento, paventato a suo tempo in modo esplicito in Consiglio comunale dai rappresentanti dei partiti di minoranza, soprattutto in relazione all’approvazione di una variante al Prg successiva all’indizione del bando di gara per la vendita dell’area edificabile posta a ridosso degli impianti sportivi cittadini.

La "visita" degli uomini della Procura in Municipio viene confermata da una nota dell’Italia dei Valori nella quale si sottolinea come la propria "denuncia relativa dell’iter procedurale adottato nella circostanza non costituiva una polemica gratuita e strumentale, ma si basava su semplici e basilari conoscenze amministrative che mal si conciliano con l’arroganza, la superficialità e la “furberia”.
Nel comunicato l’Idv di Todi parla di "incongruenze, dubbi e forzature" che hanno "incuriosito" anche l’autorità giudiziaria, la quale dovrà valutare la legittimità o meno dell’intera operazione.
Per il partito di Di Pietro si tratta di "una leggerezza che potrebbe costare caro all’Amministrazione Ruggiano sia politicamente sia dal punto di vista amministrativo". Il riferimento è al fatto che, come si ricorderà, il ricavato della vendita (oltre un milione di euro) risultava essenziale per  il bilancio dell’ente al fine di rientrare nei parametri del patto di stabilità. "La nuova situazione però – evidenzia dall’Italia dei Valori – non consentirebbe all’Amministrazione tuderte, fino a quando dal punto di vista giudiziario non sarà sciolto il bandolo della matassa, di poter utilizzare quei fondi che dovrebbero rimanere congelati e pertanto non spendibili come programmato".

Duro il giudizio politico finale dell’Idv: "E’ una situazione questa dalla quale emerge improvvisazione e pressappochismo nella gestione di due importanti servizi quali l’Urbanistica e il Tecnico, che dovrebbero essere la colonna portante di qualsiasi Amministrazione e che invece vedono il continuo succedersi dei responsabili dei due settori", con riferimento in questo caso al recente mancato rinnovo del contratto all’ingegner Antonio De Crescenzo e, ancora prima, all’architetto Michele Farabbi, il quale era stato chiamato a sua volta a sostituire l’architetto Franco Marini.

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