L’Appennino torna a sussultare, non si tratta più solo di piccole scosse, ai confini dell’Umbria.
Una scossa di magnitudo 4.0 oggi alle 15.38 ha fatto scendere in strada la popolazione dell’Aquila, seguita cinque minuti dopo da una replica di intensità di poco inferiore (3.5 di magnitudo) e successivamente da almeno altre tre scosse superiori a 2.0 di magnitudo.
Dall’inizio dello sciame sismico, un mese e mezzo fa, sono 30 gli eventi di magnitudo superiore a 2.0 registrati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel distretto aquilano e nel bacino di Sulmona, dove ieri si era verificata una scossa di 3.8.
Dall’inizio dello sciame sismico, un mese e mezzo fa, sono 30 gli eventi di magnitudo superiore a 2.0 registrati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel distretto aquilano e nel bacino di Sulmona, dove ieri si era verificata una scossa di 3.8.
Nessun ferito ma una decina di persone colte da malore per lo spavento. Nè sono stati rilevati, per il momento, danni importanti: attualmente sono segnalate lesioni a intonaci e qualche cornicione pericolante.
Dopo le due scosse più forti – alle 15.38 e alle 15.43 – avvertite distintamente in diverse zone del capoluogo e in alcune frazioni, molta gente si è riversata in strada, abbandonando le abitazioni. Per uffici e scuole è stata immediatamente disposta l’evacuazione. Il traffico cittadino è andato in tilt, anche a causa della pioggia battente.
Domani, su richiesta del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, si terrà nella sede della Regione Abruzzo all’Aquila, una riunione degli esperti della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi. Obiettivo, dicono al Dipartimento della Protezione civile, quello di «fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane». «È utile precisare che non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’è nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attività di monitoraggio e di attenzione», si legge in una nota dello stesso Dipartimento.
Secondo l’Ingv, che è l’ente preposto alla sorveglianza della sismicità sul territorio nazionale, «le scosse avvertite oggi dalla popolazione fanno parte di una tipica sequenza di terremoti, del tutto normale in aree sismiche come quella dell’aquilano che, negli ultimi mesi, ha registrato quasi 200 eventi, la maggior parte dei quali non avvertiti dalla popolazione».
Secondo l’Ingv, che è l’ente preposto alla sorveglianza della sismicità sul territorio nazionale, «le scosse avvertite oggi dalla popolazione fanno parte di una tipica sequenza di terremoti, del tutto normale in aree sismiche come quella dell’aquilano che, negli ultimi mesi, ha registrato quasi 200 eventi, la maggior parte dei quali non avvertiti dalla popolazione».










