L'esponente di Rifondazione comunista solleva dubbi e perplessità sulla formulazione di uno degli ultimi bandi e ribadisce come questo sia stato uno dei motivi della sua uscita dalla Giunta Chiacchieroni

Continua a sollevare polemiche, dopo un’interpellanza in Consiglio comunale fatta da David Liotti del Pdl, il concorso promosso dal Comune di Marsciano per il conferimento di un incarico di collaborazione coordinata e continuativa, nell’ambito del progetto “promozione culturale” per la valorizzazione e diffusione di eventi culturali sul territorio.
Ora è la volta di Giansandro Alunni Roveri, esponente di Rifondazione Comunista ed ex assessore con delega al personale della Giunta Chiacchieroni. “ Il concorso – sostiene Alunni Roveri – tenutosi lo scorso 19 marzo e volto ad individuare una figura professionale che operi per il triennio 2009-2011 nell’ambito della promozione culturale, lascia molto perplessi per le modalità con cui è stato attuato. Innanzitutto va rilevato che il bando ed il progetto “promozione culturale” sono stati scarsamente pubblicizzati, con una presenza nel sito internet del Comune che certo non brilla per numero di contatti esterni. Inoltre lo stesso bando era assolutamente deficitario nell’individuazione dei criteri di valutazione. Non è stata fornita alcuna indicazione sui punteggi assegnati per i vari titoli ed è stato indicato un generico colloquio di valutazione sulle materie del progetto che avrebbero dovuto sostenere i candidati ammessi. Materie che tra l’altro non sono state ulteriormente specificate e colloquio che è consistito, banalmente, nell’esposizione orale, da parte dei 6 candidati presenti, del proprio curriculum vitae.  Questo modo di fare – continua Alunni Roveri – è assolutamente non condivisibile ed è stato uno dei motivi che hanno portato alla mia uscita dalla Giunta e del mio partito dalla maggioranza”.
Ancora in attesa dei risultati, con la pubblicazione di una graduatoria dei partecipanti, l’ex assessore Alunni Roveri ritiene doveroso, da parte dell’Amministrazione, un chiarimento sui criteri che hanno portato alla formulazione del bando e sulle modalità di assegnazione dei punteggi, indicando i vari titoli in possesso dei candidati.
“È opportuno – conclude l’esponente di Rifondazione Comunista – che all’insindacabile giudizio che, proprio nel bando, l’Amministrazione si riserva per la scelta del professionista, corrisponda una reale situazione di merito del candidato comprovata dai fatti e non sostenuta da altre logiche che nulla hanno a che fare con la valorizzazione del merito”.   

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