“Vizi privati, pubbliche virtù” in base a questo antico detto molti avrebbero passato sotto silenzio la sua detenzione e produzione di materiale pedopornografico.
Ma adesso, a quattro mesi dalla revoca degli arresti domiciliari, nella sua villa in Umbria, sono arrivati nuovi guai giudiziari per il cardiochirurgo marchigiano Carlo Marcelletti, finito ai domiciliari, a maggio scorso.
I magistrati di Palermo, che l’avevano accusato di truffa, peculato e concussione, ora gli contestano anche la corruzione.
Un reato, accertato attraverso intercettazioni e indagini tradizionali, commesso ai danni dell’azienda ospedaliera Civico, per la quale Marcelletti ha lavorato, da primario del reparto di cardiochirurgia, fino alle dimissioni dello scorso novembre. Nell’ultimo capitolo dell’inchiesta spuntano i nomi dei presunti corruttori: due imprenditori della sanità, una romana, titolare della Emolife srl, che al Civico forniva il servizio di perfusione, ed il proprietario della Med Line, ditta di forniture mediche.
Ma adesso, a quattro mesi dalla revoca degli arresti domiciliari, nella sua villa in Umbria, sono arrivati nuovi guai giudiziari per il cardiochirurgo marchigiano Carlo Marcelletti, finito ai domiciliari, a maggio scorso.
I magistrati di Palermo, che l’avevano accusato di truffa, peculato e concussione, ora gli contestano anche la corruzione.
Un reato, accertato attraverso intercettazioni e indagini tradizionali, commesso ai danni dell’azienda ospedaliera Civico, per la quale Marcelletti ha lavorato, da primario del reparto di cardiochirurgia, fino alle dimissioni dello scorso novembre. Nell’ultimo capitolo dell’inchiesta spuntano i nomi dei presunti corruttori: due imprenditori della sanità, una romana, titolare della Emolife srl, che al Civico forniva il servizio di perfusione, ed il proprietario della Med Line, ditta di forniture mediche.
Accuse pesanti, costate il carcere al titolare della Med Line, i domiciliari agli altri, e all’Emolife l’interdizione per un anno a contrattare con la pubblica amministrazione. Secondo gli inquirenti , nel 2006, Marcelletti avrebbe fatto vincere la gara per la fornitura del servizio di perfusione al Civico e avrebbe attestato di avere ricevuto, dalla ditta, prestazioni in realtà mai fornite. Le false fatturazioni avrebbero portato nelle casse della società oltre 400 mila euro.
In cambio dei favori, l’imprenditrice romana avrebbe dato al medico denaro, avrebbe pagato l’affitto del residence palermitano in cui Marcelletti viveva e avrebbe sostenuto le spese del suo autista.
Simile la vicenda relativa all’altro imprenditore coinvolto. Anche in questo caso Marcelletti avrebbe finto di acquistare per il suo reparto macchinari – un ossimetro e una incubatrice – e forniture mediche. Secondo gli investigatori, però, le apparecchiature erano già in possesso dell’ospedale.
Danni all’ospedale per un milione. Inoltre, il materiale sanitario fornito sarebbe stato quantitativamente inferiore a quello attestato dal primario e pagato dall’azienda. Il giro di false fatturazioni avrebbe causato all’ospedale un danno di oltre un milione di euro.
L’inchiesta, che ha alzato il velo sull’illecita gestione degli appalti nel reparto, potrebbe, però, avere altri sviluppi.
In cambio dei favori, l’imprenditrice romana avrebbe dato al medico denaro, avrebbe pagato l’affitto del residence palermitano in cui Marcelletti viveva e avrebbe sostenuto le spese del suo autista.
Simile la vicenda relativa all’altro imprenditore coinvolto. Anche in questo caso Marcelletti avrebbe finto di acquistare per il suo reparto macchinari – un ossimetro e una incubatrice – e forniture mediche. Secondo gli investigatori, però, le apparecchiature erano già in possesso dell’ospedale.
Danni all’ospedale per un milione. Inoltre, il materiale sanitario fornito sarebbe stato quantitativamente inferiore a quello attestato dal primario e pagato dall’azienda. Il giro di false fatturazioni avrebbe causato all’ospedale un danno di oltre un milione di euro.
L’inchiesta, che ha alzato il velo sull’illecita gestione degli appalti nel reparto, potrebbe, però, avere altri sviluppi.










