Pochi giorni fa, alla stazione di Ponterio, è mutato lo skyline. Nel giro di poche ore lo scorso 1 aprile alcuni operai, servendosi di una piattaforma aerea, hanno mozzato la ciminiera del vecchio Pastificio Cappelletti, riducendone l’altezza di circa un terzo. Ora, mutilata, appena raggiunge la sommità dell’edificio che gli è accanto mentre in precedenza lo sovrastava di netto.
Presumo che si sia intervenuti per motivi di sicurezza, a tutela della pubblica incolumità, vista la vicinanza della strada provinciale Tiberina. Se è questa la ragione non ho nulla da obiettare. Però un poco mi è dispiaciuto. Le ciminiere, soprattutto quelle innocue di un tempo andato che hanno smesso di fumare, sono costruzioni di rara bellezza, eleganti nel loro slancio verso l’alto. Sono le torri e i campanili del Novecento, simbolo di sviluppo e lavoro, monumenti di archeologia industriale.
Anche la ciminiera dell’ex Pastificio Cappelletti racchiudeva questi valori, vista l’importanza che lo stabilimento ebbe per l’economia locale per alcuni decenni. Ora dunque dispiace vederla così, menomata nella sua altezza. E’ un pezzo della storia recente di Todi che definitivamente se ne è andato, una pagina davvero archiviata. Dare la notizia di un simile evento affinché non passasse del tutto sotto silenzio mi pareva doveroso.
- Massimo Rocchi Bilancini
- 6 Aprile 2009










