Uno studio australiano conferma che senza "ceppi ai piedi" i dipendenti "remano" meglio; fuor di metafora; qualche minuto a consultare il web fa bene alla produttività del lavoro che migliora quasi del 10%

Molte aziende, sia private che pubbliche amministrazioni, vedono il web, la rete, come il diavolo.
Quelli più aperti di comprendonio la vedono come una potenziale perdita di tempo dei propri dipendenti, altri addirittura come una minaccia alla loro autorità.
Ciò accade in tutto il mondo ed alcuni ricercatori dell’Università di Melbourne di recente hanno realizzato uno studio approfondito su quello che per alcune aziende risultava essere un problema difficilmente gestibile.
A sorpresa, per quei qualcuno,  è risultato che coloro che occupano parte del tempo a navigare in rete, anche su siti come YouTube o Facebook, risultano in grado di smaltire quotidianamente un abbondante 9% in più di lavoro.
Lo studio smentisce di fatto quanto asserito da alcuni dirigenti d’impresa, convinti che costringere i propri subalterni a stare con la testa china per otto ore consecutive sia un modo intelligente per ottenere di più.
Vietare l’accesso dei propri dipendenti a tutti quei siti che permettono di “staccare la spina” per qualche minuto è controproducente.  E non lo dicono gli impiegati, magari adirati con il proprio datore di lavoro.
La navigazione “senza catene alla caviglia”, spiegano gli autori della ricerca che hanno analizzato il comportamento di 300 lavoratori, è utile a mantenere la concentrazione.
Il principio è lo stesso usato dai buoni professori a scuola.
Martoriare gli studenti ininterrottamente non serve proprio a nulla.
Per ottenere dei risultati e godere sempre di un buon livello di attenzione, servono dei break.
I lavoratori hanno di fatto bisogno di alternare fasi di concentrazione a brevi intervalli.
Poi i lavoratori che hanno la possibilità di navigare anche per fini personali, infatti, risultano più inclini a portare a termine, e nel migliore dei modi, quel che un capo chiede loro di fare. Gli impiegati che dal proprio posto di lavoro hanno l’opportunità di navigare liberamente su Internet sono, sempre secondo lo studio, quelli che vanno meglio e si distinguono per la produttività.
Anche la valutazione dei ricercatori sul tempo da trascorrere liberamente sui siti di intrattenimento, è tale che farà sicuramente sobbalzare sulla sedia qualche “capo”: non dovrebbe superare la quinta parte dell’orario di lavoro.
 

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