Orvieto si candida a diventare il porto dell’Umbria, non sul Tevere ma sul Tirreno, in virtù di un sistema di collegamenti col porto laziale di Civitavecchia, ma la sua funzione per la regione, ed in primis per il tuderte rischia di essere vanificata se la Baschi-Todi non verrà adeguata, così come chiedono da tempo gli amministratori della provincia di Terni..
Il porto di Civitavecchia e gli scali per le grandi crociere turistiche sono una risorsa imprescindibile per lo sviluppo dell’Orvietano e il progetto «Orvieto Porto dell’Umbria» ne è un elemento fondamentale: è quanto è emerso da un convegno che si è svolto a Terni sul Disegno strategico territoriale dell’Umbria e sulle opportunità per l’Orvietano, promosso dalla Provincia di Terni.
Erano presenti le istituzioni locali, i Comuni dell’Orvietano, gli istituti di credito, le associazioni di categoria e i sindacati, oltre al presidente della Provincia, Andrea Cavicchioli e l’assessore regionale all’Ambiente, Lamberto Bottini. Nel corso dell’incontro – riferisce una nota della Provincia – è stata sottolineata l’importanza del porto di Civitavecchia sotto l’aspetto dello sviluppo turistico ed economico del territorio e il suo valore quale volano per la crescita del sistema di interscambi fra l’area orvietana e quella dell’alto Lazio, in particolar modo del Viterbese.
Sotto questo profilo è stata rimarcata anche la valenza della realizzazione del nuovo casello autostradale Orvieto Nord il cui iter, è stato detto, sta procedendo grazie al proficuo rapporto fra Anas e Regione e che fornirà un’ulteriore opportunità per il potenziamento economico del territorio. L’accento è stato infine posto anche sulle realtà produttive locali, con il richiamo a potenziare i fattori di sviluppo, sia progettuali che quelli già realizzati come l’area industriale di Bardano e il progetto di valorizzazione dell’asta del Tevere.
- Redazione
- 9 Aprile 2009










