Gli studenti contestano l'applicazione di nuove regole a "partita già iniziata"

Passate le feste pasquali, saremo a poco più di due mesi dagli scrutini di fine anno, che decideranno promozione o bocciatura e ammissione o meno all’esame di maturità.
Le associazioni degli studenti denunciano che 300 mila alunni sono a rischio e non ne sono neppure coscienti. Il regolamento sulla valutazione, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 13 marzo, pa
rla chiaro: «cartellino giallo» alla prima sanzione disciplinare dopo il quale, se il comportamento grave persiste, il collegio dei docenti sfodererà il ‘cartellino rosso’, cioè il 5 in condotta.
E di 5 in condotta, nel primo quadrimestre ne sono stati assegnati ben 34 mila, farà media con gli altri voti e comporterà la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato. Il 5 in condotta potrà essere attribuito solo dal collegio dei docenti e solo per quelle che vengono definite «gravi violazioni»: marinare le lezioni, mancare di rispetto a preside ed insegnanti, danneggiare il patrimonio della scuola.
Ma, per avere il 5 lo studente deve aver già preso una sanzione disciplinare
, non necessariamente la sospensione, è sufficiente una nota.
Le Associazioni studentesche sono in prima linea nel contestare il regolamento sulla valutazione: “una norma – osserva la Rete – che viene attuata in corso d’opera e che mette anche in discussione il senso dell’esame di Stato, che dovrebbe essere un esame a cui hanno accesso tutti gli studenti in quanto esame nazionale, basato su criteri comuni». Secondo gli studenti, inoltre, il regolamento non può essere applicato perchè non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e perchè gli alunni non sono stati debitamente informati a cosa vanno in contro con comportamenti che fino a qualche mese fa erano tollerati.”

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