La ricostruzione deve sfruttare l’opportunità digitale, creando le condizioni per dare alla città abruzzese devastata dal terremoto una prospettiva diversa, di crescita rapida, di inserimento immediato sui mercati più importanti rendendola la prima città italiana di Provincia con reti a banda ultralarga.
E’ questa la proposta che viene, dopo giorni di confronto, da Paolo Zocchi, Presidente del Forum per l’Innovazione del PD e docente di Tecniche della Formazione a Distanza all’Università de L’Aquila.
“E’ fondamentale – dice Zocchi – che il Governo, assieme agli operatori, lanci un grande piano di infrastrutturazione digitale, dando a L’Aquila l’opportunità di ricostruire su basi nuove anche la propria vocazione tecnologica, che, negli anni scorsi, è stata caratterizzata dagli insediamenti di importanti aziende del settore ICT.
Per fare questo è necessario che il Governo, la Regione e gli operatori di TLC si mettano attorno al tavolo e inseriscano questa azione tra gli interventi prioritari. La ricostruzione è un processo lungo e complesso, ma non riguarda solo lo stato architettonico degli edifici, bisogna ricostruire nel migliore dei modi anche le autostrade digitali per dare al tessuto urbano nuove vocazioni e opportunità”.
Per fare questo è necessario che il Governo, la Regione e gli operatori di TLC si mettano attorno al tavolo e inseriscano questa azione tra gli interventi prioritari. La ricostruzione è un processo lungo e complesso, ma non riguarda solo lo stato architettonico degli edifici, bisogna ricostruire nel migliore dei modi anche le autostrade digitali per dare al tessuto urbano nuove vocazioni e opportunità”.
Zocchi interviene poi sul destino dell’Università de L’Aquila, attualmente completamente inagibile.
“L’attività universitaria è un pezzo importantissimo della vita e del tessuto sociale de L’Aquila. Ci sono molte strutture che oggi, grazie a tecnologie estremamente semplici da attrezzare, possono riprendere le lezioni e metterle a disposizione degli studenti sulla piattaforma di E –learning, formazione a distanza, dell’Università dell’Aquila.
Si tratta di affrontare un problema ma anche di sfruttare un’opportunità: l’Aquila potrebbe essere oggi, con la sua Università, un laboratorio sperimentale eccezionale per la formazione a distanza, mettendo gli studenti in rete e creando un sistema innovativo di apprendimento. Insomma l’Università dell’Aquila, che non è l’unica presente nella regione, potrebbe essere il capoluogo regionale dell’e-learning e un punto di riferimento unico in Italia e in Europa.
Anche per questo è necessario che, nel tempo, si crei una grande e potente infrastruttura di rete e, al tempo stesso, che maturino le condizioni culturali e motivazionali. Già alcuni siti di social network, Ning, Facebook, stanno ospitando in questi giorni gli scambi informativi tra docenti e studenti. Molte scuole nazionali e molte istituzioni potrebbero mettere a disposizione le attrezzature necessarie per creare una banca dati di lezioni, riservate agli studenti: nell’era di Internet, in particolare per una popolazione giovane come quella universitaria, non è necessario che tutto avvenga in presenza. Sfruttare Internet e la Rete sarebbe uno dei modi attraverso i quali la “ripartenza” dell’attività accademica potrebbe avvenire più rapidamente”.
Si tratta di affrontare un problema ma anche di sfruttare un’opportunità: l’Aquila potrebbe essere oggi, con la sua Università, un laboratorio sperimentale eccezionale per la formazione a distanza, mettendo gli studenti in rete e creando un sistema innovativo di apprendimento. Insomma l’Università dell’Aquila, che non è l’unica presente nella regione, potrebbe essere il capoluogo regionale dell’e-learning e un punto di riferimento unico in Italia e in Europa.
Anche per questo è necessario che, nel tempo, si crei una grande e potente infrastruttura di rete e, al tempo stesso, che maturino le condizioni culturali e motivazionali. Già alcuni siti di social network, Ning, Facebook, stanno ospitando in questi giorni gli scambi informativi tra docenti e studenti. Molte scuole nazionali e molte istituzioni potrebbero mettere a disposizione le attrezzature necessarie per creare una banca dati di lezioni, riservate agli studenti: nell’era di Internet, in particolare per una popolazione giovane come quella universitaria, non è necessario che tutto avvenga in presenza. Sfruttare Internet e la Rete sarebbe uno dei modi attraverso i quali la “ripartenza” dell’attività accademica potrebbe avvenire più rapidamente”.
“Partire dall’Aquila per rimettere in piedi la filiera dell’innovazione non è impossibile – conclude Zocchi – la questione è che, accanto alla ricostruzione “fisica” del territorio è giusto che si valorizzi la vocazione universitaria e tecnologica dell’area aquilana e che si accetti la sfida di portare L’Aquila a diventare una buona pratica mondiale su come una grande calamità può costituire se ben gestita nel medio periodo, anche un’opportunità di rinascita”.











