Rispunta l'Ici e l'assicurazione obbligatoria sulle case contro le calamità naturali

«Qualcosa nell’immobiliare si sta muovendo. Abbiamo segnali di contrattazioni riprese, dopo che erano state interrotte. L’importante, ora, è non spegnere sul nascere questa speranza». L’implorazione in una nota il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliari che però non ha mosso a compassione il ministro Brunetta. come la confedilizia temeva.
«Non si favorisce certo la ripresa, però – aveva detto Sforza Fogliani – se si giunge a proporre ufficialmente di tornare all’Ici per finanziare la spesa del terremoto, o se si prende spunto da questo per sostenere la non inedita proposta di una nuova tassa sulla casa sotto specie di polizza anticalamità, polizza che per legge – conclude – comunque esiste già, anche se i giornali che conducono la campagna relativa continuano a negare questa notizia ai loro lettori.
La proposta che il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, porterà al tavolo del prossimo consiglio dei ministri, che si occuperà delle misure per far fronte all’emergenza terremoto quella di iIntrodurre anche in Italia, come già accade in altri Paesi europei, un’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali, terremoti, inondazioni o frane che siano.
Il sistema assicurativo obbligherebbe invece alla «responsabilizzazione di tutti»: sia cittadini che enti locali sarebbero cioè interessati «a costruire bene per pagare meno l’assicurazione grandi rischi».
«Se le città fossero tutte assicurate – ha insistito – sarebbero tutte più sicure, i governi locali sarebbero indotti a controllare e lo Stato, come garante in ultima istanza, pagherebbe di meno. L’assicurazione obbligatoria sarebbe un modo per contrastare la miopia e l’egoismo dei singoli e delle istituzioni». Ed un modo per appaltare all’esterno i compiti che lo Stato e le pubbliche amministrazioni non sono in grado di espletare: una specie di ronda edilizia.

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