Non ha ancora trovato soluzione il caso del "campetto di Ilci", le cui modalità di gestione sono al centro da molti mesi di una contrapposizione fra la parrocchia, sul cui terreno è stata realizzata anni fa dalla Comunità Montana in accordo con il Comune una struttura polivalente, ed il comitato frazionale.
Alla soluzione della diatriba, per arrivare ad un utilizzo condivisa di un’area sulla quale sono stati investiti dei soldi pubblici, stanno da tempo lavorando il sindaco di Todi Ruggiano ed il Vescovo Scanavino: secondo indiscrezioni si sarebbe arrivati vicini alla definizione di un ragionevole accordo, un po’ sullo schema di quanto avviene in tante altre realtà frazionali tuderti, tipo Collevalenza.
Domenica, però, si è verificato un nuovo fatto che ha riacceso le polemiche, tanto che nella nottata di lunedì avrebbe fatto la comparsa di una "Pasquinata" sull’argomento. A scatenare la recrudescenza è stato un episodio avvenuto addirittura durante la Messa domenicale. Nell’occasione il parroco, a fine celebrazione, ha riferito della propria intenzione di portare un aiuto alle popolazioni terremotate, ma che in tal senso non vi sarebbe stata la collaborazione del Circolo paesano che avrebbe rifiutato in proposito un incontro. Dai banchi dei fedeli c’è chi si è però alzato per smentire tale ricostruzione dei fatti, spiegando che il Circolo aveva soltanto chiesto di poter allargare il tanto atteso confronto anche alla questione del "campetto" e alla soluzione gestionale che si andava prospettando.
La serie tuderte di "Peppone e Don Camillo" si arricchisce dunque di un nuovo, non richiesto, capitolo. A quando, per il bene (e il buon nome) della città, la parola "fine"?








