Due donne ed un uomo condannati a Terni per aver ridotto in schiavitù figli e nipoti

Cinque anni di reclusione ciascuno ad  un uomo e due donne rom sono stati inflitti dalla Corte di Assise di Terni, con l’accusa di riduzione in schiavitù per aver costretto cinque bambini, tra figli e nipoti, a chiedere l’elemosina agli incroci, abbandonandoli per le strade, senza permettergli di frequentare la scuola nè di ricevere assistenza medica.
In un’occasione uno dei bambini sarebbe stato offerto per prestazioni sessuali ad un ternano in cambio di soldi.
I fatti avvennero – secondo l’accusa – tra il 2002, quando il più piccolo dei bambini aveva 8 anni, e il 2006.
Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 9 anni di reclusione per l’uomo e una delle donne e a 10 anni per l’altra imputata.
Il magistrato non aveva contestato però il reato di riduzione in schiavitù ma quello di maltrattamento in famiglia. La posizione di un’altra donna era stata invece stralciata nel corso della scorsa udienza, in quanto il reato contestatole, quello di abbandono di incapace, non è di competenza della Corte di Assise

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