Mentre in Italia si pensa di istallare centrali nucleari francesi di vecchia concezione ed estremamente costose, un’equipe di ricercatori della Intellectual Ventures, azienda privata con sede a Bellevue (Washington) e specializzata nel settore investimenti e nella creazione di nuovi prodotti, ha presentato un progetto per la realizzazione di un reattore nucleare sicuro. Stando a quanto dichiarato dagli scienziati, il nuovo sistema non solo avrà costi estremamente contenuti ma richiederà una piccolissima quantità di combustile arricchito. Il rivoluzionario reattore, detto “a onda progressiva”, sembrerebbe in grado di convertire “materiale non fissile” in combustibile utile al suo stesso funzionamento.
Grazie ad esso, in sintesi, verrebbero eliminati una serie di processi estremamente delicati quali ad esempio l’arricchimento dell’uranio, la periodica apertura del reattore e lo smaltimento delle scorie.
I reattori nucleari basati su questo nuovo schema possono infatti funzionare ininterrottamente e senza nuovi rifornimenti, per 200 anni.
Grazie ad esso, in sintesi, verrebbero eliminati una serie di processi estremamente delicati quali ad esempio l’arricchimento dell’uranio, la periodica apertura del reattore e lo smaltimento delle scorie.
I reattori nucleari basati su questo nuovo schema possono infatti funzionare ininterrottamente e senza nuovi rifornimenti, per 200 anni.
L’idea è infatti quella di far funzionare il reattore non più con il raro uranio 235, che per esser utilizzato va comunque arricchito con un processo costoso e pericoloso, ma con il più diffuso e meno radioattivo uranio 238, disponibile in grandi quantità è accumulato in tutto il mondo come residuo dell’uranio nativo dopo che è stato ricavato l’U-235. Il classico uranio, ad esser precisi, continuerà ad esser necessario, ma in quantitativi infinitesimali.
L’idea dell’onda progressiva risale agli inizi degli anni 1990, ma Intellectual Ventures, che ha brevettato la tecnologia, ha fatto sapere di essere già in trattative per la concessione della licenza con alcuni produttori di reattori. L’azienda ritiene che i primi reattori a onda progressiva saranno in funzione già entro il 2030.
Intanto però i francesi hanno già deciso che, in Italia gli impianti di vecchia generazione, per la produzione di energia nucleare sorgeranno accanto a quelli storici. È quanto sottolinea il numero uno di Edf, Pierre Gadonneix in una intervista all’Espresso.
Dopo aver stilato una lista di possibili siti, Enel e Edf che hanno costituito una joint venture al 50 per il nucleare hanno iniziato i sopralluoghi congiunti in quelli più interessanti.
Come Montalto di Castro, dove si è recato il presidente di Edf, che, poi, ha spiegato che cosa prevedono gli accordi di Edf con il governo italiano. «I negoziati sono iniziati 4-5 anni fa. Il governo ci propose un partenariato con l’Enel per preparare un eventuale ritorno del nucleare in Italia. Nel 2007 l’accordo è stato confermato da Prodi e un mese fa è stato ulteriormente rilanciato in un summit franco-italiano che ha definito le condizioni di questa collaborazione».
Intanto però i francesi hanno già deciso che, in Italia gli impianti di vecchia generazione, per la produzione di energia nucleare sorgeranno accanto a quelli storici. È quanto sottolinea il numero uno di Edf, Pierre Gadonneix in una intervista all’Espresso.
Dopo aver stilato una lista di possibili siti, Enel e Edf che hanno costituito una joint venture al 50 per il nucleare hanno iniziato i sopralluoghi congiunti in quelli più interessanti.
Come Montalto di Castro, dove si è recato il presidente di Edf, che, poi, ha spiegato che cosa prevedono gli accordi di Edf con il governo italiano. «I negoziati sono iniziati 4-5 anni fa. Il governo ci propose un partenariato con l’Enel per preparare un eventuale ritorno del nucleare in Italia. Nel 2007 l’accordo è stato confermato da Prodi e un mese fa è stato ulteriormente rilanciato in un summit franco-italiano che ha definito le condizioni di questa collaborazione».










