L'industria farmaceutica costruita 30 anni fa da una impresa dell'Umbria, aveva in parte resistito al terremoto ed ora, con due settimane di lavoro di un altro gruppo edile umbro, ha ripreso l'attività

Un gruppo edile umbro, «The first brick», è stato messo alla prova per  i lavori di consolidamento e rinforzo dello stabilimento produttivo dell’azienda farmaceutica Sanofi-Aventis a Scoppito, che è stato danneggiato dal terremoto abruzzese.
20 tra ingegneri, geometri ed operai specializzati del gruppo umbro, dal 16 aprile si sono dovuti adattare alle condizioni di vita post-sisma, hanno dovuto dormire nei sacchi a pelo e mangiare alla mensa adibita all’interno dell’area verde dello stabile, proprio come fanno quotidianamente i lavoratori dell’azienda farmaceutica e le loro famiglie.
In due settimane di lavori la sede abruzzese ha già ripreso la produzione in modo parziale ed a fine maggio ripartirà l’intera filiera.
I lavori sono stati facilitati dal fatto che i pilastri e le travi dello stabile, realizzate oltre 30 anni fa da un’altra azienda umbra, seppur in parte danneggiate, hanno dato una buona prova di resistenza.
Per il consolidamento e il rinforzo degli elementi danneggiati sono stati usati materiali speciali come fibre di acciaio per il rinforzo verticale e le stesse fibre unite a quelle di vetro, di carbonio e di aramide per la fasciatura ed il confinamento dei pilastri, che hanno acquisito così grande duttilità e resistenza.
«Questo edificio – ha sottolineato il presidente del gruppo «The first brick» – è il primo a riprendere la propria attività. È un traguardo importante in quanto lo stabilimento di Scoppito produce anche farmaci salvavita».

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