Domani primo incontro-scontro in conferenza Stato-Regioni
Promosso dal ministro per la semplificazione amministrativa, Roberto Calderoli, un provvedimento che prevede anche la possibile soppressione di province sarà presentato alla Conferenza delle Regioni mercoledì prossimo
Il testo della bozza, di un disegno di legge di iniziativa governativa, delinea, secondo quanto si legge all’articolo 1, quattro obiettivi principali: «individua e disciplina le funzioni fondamentali di comuni e province», «ne favorisce l’esercizio in forma associata», «disciplina il procedimento per la soppressione di province, sulla base di parametri oggettivi» e «modifica la composizione dei consigli e delle giunte degli enti locali, prevedendo una significativa riduzione del numero di consiglieri e assessori».
Tra le novità previste nel testo, ci sarebbe l’associazione tra enti, a partire dai piccoli comuni. In particolare, per una serie di funzioni che vanno dalle gestione dei servizi pubblici locali alla regolazione delle attività commerciali, dall’edilizia alla sicurezza, dalle scuole ai musei, scatterebbe l’obbligo di «esercizio in forma associata», e quindi coordinata, per i comuni con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti. Un obbligo che non vale per i comuni più grandi, capoluogo di provincia o con più di 100 mila abitanti.
Il documento, sempre secondo quanto prevede la bozza, non dispone la cancellazione delle province come ente, ma spiana la strada alla soppressione di singole province, affidando al governo la delega «ad adottare, entro 24 mesi dalla data in vigore della presente legge», «uno o più decreti legislativi».
Entità della popolazione di riferimento, costi di gestione, estensione e conformazione del territorio, efficienza dell’azione amministrativa sarebbero alcuni dei criteri guida indicati per poter procedere alla soppressione di un ente provinciale. Sarebbe inoltre prevista l’attribuzione «a una o più province contigue delle funzioni e delle corrispondenti risorse umane e strumentali dalla provincia da sopprimere».
Enti parco regionali e comunità montane avrebbero le ore contate. La bozza prevede infatti che a decorrere da poco meno di un anno (360 giorni) dall’entrata in vigore della legge siano soppresse tanto le comunità montane, quanto gli enti parco. Le funzioni svolte dalle prime dovrebbero ricadere in parte sui comuni interessati, che possono «istituire forme di collaborazione», in parte sulle province.
Per i parchi, le funzioni dovrebbero essere trasferite alle province o, per quelli che si estendono sul territorio di più province, alle Regioni.
E si profila la soppressione anche per le circoscrizioni comunali, ossia gli organismi di governo dei quartieri previste per i centri con più di 100 mila abitanti e opzionali per quelli più piccoli.
 

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