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 31 maggio 2009

Todi, un bilancio comunale privo di scelte
 
Torniamo, allora, a ribadire alcune osservazioni sul bilancio preventivo 2009: la relazione previsionale e programmatica del Sindaco è  stata talmente generica, superficiale, piena di retorica, senza anima, con tanti aggettivi superlativi, inattuale rispetto al periodo critico che il paese, la nostra città, le nostre famiglie, le nostre imprese stanno vivendo.
In effetti si cerca con le parole di coprire un bilancio privo di scelte, molto simile a quello del 2008, in alcuni casi peggiorato, che non tiene conto, appunto, delle nuove emergenze economiche e sociali esplose sul finire del 2008.
Di fronte  a questo scenario ed agli evidenti segni di crisi che non risparmiano la nostra realtà, la risposta, sia politica che economica, della giunta è quasi inesistente: 30.000 euro per le imprese (ancora non chiaro come saranno utilizzati, anzi l’uso proposto in Consiglio è tecnicamente sbagliato, come abbiamo avuto modo di sostenere in quella sede) e 10.000  euro per le giovani coppie (anche qui, mancano i dettagli d’uso, ma è certo che la somma per ogni singola coppia è di gran lunga inferiore a quella del regalo di nozze di un parente); non c’è nessuna misura innovativa che faccia i conti con la nuova situazione.
40.000 euro rappresentano lo 0,15% del bilancio complessivo e sono una dotazione assolutamente inadeguata per fronteggiare la crisi, che avrebbe imposto stanziamenti ben più consistenti che in passato, in condizioni di sviluppo o stabilità economica.
Molte forze politiche del Paese, le organizzazioni sindacali dei lavoratori, la Confcommercio, persino la Chiesa, hanno affermato a più riprese che occorreva destinare fondi o assumere iniziative per aiutare le persone e le imprese più colpite da questa crisi.
E noi ne siamo certi: bisognava prevedere e fare molto di più!
Analizzando, poi, le previsioni di bilancio, troviamo tagli a settori importanti rispetto al 2008, mentre sul fronte delle entrate si nota il raddoppio delle previsione d’incasso per le violazioni del codice della strada (250.000 euro, forse in previsione dell’entrata in funzione del controllo elettronico di accesso alla città, per noi inutile in una città che ha una sola via di accesso al centro).
Rispetto al turismo si vive di rendita, per la cultura e le manifestazioni manca un progetto organico, si abbandona la manifestazione di Todi notte, dopo 23 anni, sui giovani assistiamo a  progetti calati dall’alto, senza alcun confronto con i diretti interessati.
Così come non ci convince la politica adottata per il personale, come dimostra lo stato di sofferenza di molti settori strategici e il fallimento delle politiche per quanto riguarda la dirigenza o apicalità dei settori Tecnico e Urbanistica: 4 responsabili cambiati in 16 mesi: un record, che ha prodotto disorientamento e ritardi.
Il piano triennale delle opere pubbliche 2009-2011 è solo un documento generico, senza progetti veri, più di intenzioni che di realizzazioni, difficilmente attuabile nei tempi previsti.
Emerge un’idea di città confusa, che persegue progetti faraonici di dubbia realizzabilità, che rompe un equilibrio tra centro-quartieri-frazioni, che non riesce a individuare per ciascun ambito missioni, funzioni, ruoli.
Il centro storico subisce un depotenziamento di funzioni con la prospettata costruzione di un Cinema Multisala in via del Crocefisso e la conseguente  chiusura del Cimena Jacopone, la realizzazione sempre in via del Crocefisso di un nuovo centro commerciale (senza specificare di quale tipo) e di una Sala Congressi che svuoterebbe il centro di convegni ed appuntamenti simili.
Non vi è traccia di soluzioni per l’uso dell’immobile che attualmente ospita l’Ospedale, dopo il trasferimento dei servizi nella nuova struttura di Pantalla.
Nulla vieta, fermo restando la necessità di reperire finanziamenti per il nuovo ospedale, di concordare con Regione e Asl un uso pubblico di parte dell’immobile, uso che garantirebbe un futuro al quartiere di Porta Romana e dintorni.
Manca la previsione di costruzione della viabilità di accesso al nuovo ospedale come previsto dal PRG: così rimanendo le cose, il traffico passerà per l’attuale Strada di Buda.
Sul progetto poi di riqualificazione Piazza del Mercato Vecchio e la realizzazione di un parcheggio interrato multipiano (5 piani) molti sono i dubbi finora non chiariti. Un investimento in “finanza di progetto” per oltre 9 milioni di euro che comporta uno stravolgimento urbanistico di luoghi di interesse archeologico, compreso il giardino Francisci, con un impatto ambientale ed architettonico non secondario per la città, una incompatibilità tra la viabilità esistente e l’accresciuto flusso automobilistico, con rischi di inquinamento da traffico nelle vie principali della città (via Cesia, via Matteotti, via Santa Maria, via di Borgo Nuovo oltre a problemi di stabilità di Corso Cavour.
Perché è stata scartata l’ipotesi dell’area cosidetta ex-Simoncino per realizzare un parcheggio meno invasivo e meno costoso? Perché non si è previsto il raddoppio della risalita da Porta Orvietana?
Gli interventi nelle frazioni rappresentano solo il 2% del totale degli investimenti: un’elemosina.   Non viene menzionato alcun intervento su fognature, acquedotti, in  raccordo con le politiche di ambito.
Insomma, l’Amministrazione Ruggiano continua a produrre solo inefficienze organizzative e progetti ridicoli.
I partiti di centrodestra continuano a guardare al passato, polemizzando, livorosi, con chiunque.
Noi no!  
Partito Democratico Todi
 
30 maggio 2009
Buona Amministrazione e uffici comunali burocratici
 
Come presidente del circolo di Cecanibbi sto organizzando la SAGRA DELLA PALOMBA ALLA GHIOTTA E DEL PICCIONE ALLO SPIEDO fissata per il 26-27 e 28 giugno p.v..
In questa veste ho partecipano anche quest’anno (aprile 2009) e come già nel 2008, alla riunione dei presidenti di proloco e di circoli operanti nel territorio comunale, riunione promossa molto intelligentemente ed opportunamente dall’assessore alle frazioni, per redigere il calendario delle feste e sagre paesane, cui, tra l’altro, il Comune per legge regionale ha l’obbligo di inviare alla Regione.
Ottima iniziativa, perchè tale calendario doveva aiutare gli organizzatori ad evitare accavallamenti di programmi che spesso creano problemi specie tra frazioni limitrofe, riaprendo, in qualche caso, antiche ferite di natura campanilistica.
Tutto bene, putrtroppo no.
Essendo caduta nel vuoto la mia richiesta all’ufficio comunale competente già avanzata nella riunione del 2008 e ripetuta quest’anno, di inviarci una copia di detto calendario una volta definito, sono costretto, mio malgrado a questo pubblico sollecito.
Perchè se si inventa un buono strumento e poi non se ne facilita l’uso sarebbe come non averlo.
D’altronte non è nemmeno questione di spesa; essendo meno di 15 invitati alla riunione, con meno di 9 euro si adempirebbe a un dovere di ufficio.
Quindi e solo questa di buona burocrazia; ha proprio molte ragioni il ministro Brunetta a proposito di "fannulloni".
Oliviero Bocchini

30 maggio 2009
Le attese all’ufficio di Umbra Acque

Un coro di lamentele continua a levarsi ripetutamente fra quanti si recano nei giorni di apertura, presso l’ufficio dell’ Umbra Acque in via 1° Maggio a Todi, a causa dell’affollamento concentrato in  lunghissime  file di attesa a cui devono sottoporsi gli utenti, per il disbrigo delle più elementari pratiche sia di ordine burocratico che procedurale.
Tutto ciò in  conseguenza del fatto che, per un bacino di utenza cosi ampio, comprendente il comune di Todi e  Massa Martana, l’ufficio di Todi rappresenta l’unico riferimento di competenza, con l’aggravante fra l’altro che adotta un orario di apertura al pubblico eccessivamente ridotto, limitandolo soltanto ad otto ore e trenta minuti settimanali, distribuiti su tre giorni.
E’ facilmente immaginabile quale sia il grado di disservizio e l’enorme disagio che sono costretti a  subire tutti quelli che, avendo la necessità di inoltrare richieste e chiarimenti, sono obbligati a rivolgersi esclusivamente a tale ufficio, sostenendo incredibili attese , senza nemmeno la possibilità della prenotazione numerica, causa frequente oltre tutto di litigiose contese. Attese alquanto seccanti per tutti ma particolarmente onerose per chi è obbligato ad assentarsi dal lavoro, rischiando come spesso accade, di dover tornare nuovamente per ripetere il tentativo.
A questa incresciosa situazione, segnalata da molti anche in modo risentito e che obiettivamente rasenta il paradossale, l’Umbra Acque dovrebbe porre rimedio quanto prima, o ampliando l’orario di apertura al pubblico, per quanto lapalissiana possa sembrare tale ipotesi oppure, in piena era di computer, rimandare alcune operazioni al sistema informatico, che oramai ha invaso il mondo in tutti i settori, così da ridurre il tempo di attesa e offrire un’alternativa ad una parte degli utenti.
Elio Andreucci
 

29 maggio 2009
Todi e i giovani: c’è poco da sperare se ci si limita a pensare

Quindi a Todi l’amministrazione di centro-destra  “pensa ai giovani” (leggasi intervento del consigliere Ranchicchio). Noi crediamo  che le proposte che comunque abbiano come obiettivo quello di “aiutare i giovani” abbiano diritto di cittadinanza e ,quindi, non intendiamo, sui principi, fare polemica ma solo commenti e lo facciamo perché  sentiamo e viviamo sulla nostre pelle l’attenzione delle istituzioni di questa città. C’è chi dice che, a volte, pensare e basta non risolva nulla, ogni tanto è bene anche agire ed essere concreti. Certamente il titolo roboante dell’intervento del consigliere del comune di Todi somiglia più ad un manifesto elettorale piuttosto che  ad una giusta informazione sulle cose fatte a “sostegno dei giovani” perché a prima vista, ci sembra che siano più le cose  da produrre che non le cose prodotte.  Ricordiamo che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Dopo si potrà dire se le cose fatte sono state “pensate” e “  realizzate” bene, se si poteva farle meglio, se hanno risposto alle aspettative e non solo finalizzate a scadenze elettorali.
Quindi prima di tutto il nuovo Informa-Giovani.  Noi crediamo che esso ricopra sicuramente un ruolo determinante per una città e, sinceramente, siamo contenti di poterne usufruire ancora. Due considerazioni però saltano agli occhi: al di là del prestigio della ubicazione “ nei pressi “ della piazza, ci sembra che sempre maggiore sarà il problema reale della sua fruizione, viste le continue e sempre più puntuali difficoltà ad accedervi per i divieti di transito , ora anche elettronici, ma anche per la quasi assente possibilità di parcheggi gratuiti, che ci sembra renderà  non solo l’informa Giovani, ma tutta la Piazza meno raggiungibile. In effetti la precedente ubicazione (di fronte il distributore FINA di Porta Romana) favoriva questo aspetto perché c’era il parcheggio sottostante l’ospedale che, fino a qualche mese fa, era gratuito e largamente capiente. E questa è la nostra prima riflessione.
La seconda riflessione è che per aiutare i giovani con questa iniziativa siamo stati mesi in attesa di una nuova sede, e avremmo preferito elezioni più ravvicinate per avere a disposizione questa struttura molto prima e non dovere attendere appuntamenti elettorali che con il “ sostegno” ai giovani non dovrebbe avere nulla a che vedere.
Sulle misure di intervento per chi cerca lavoro e vuole tirar su famiglia non sentiamo di esprimerci, così come per l’Informa-Giovani desiderando prima valutarne la concreta applicazione e funzionamento piuttosto che affidarci ad un manifesto elettorale. Ma se è vero che questa misura di aiuto alle giovani famiglie è di soli 10000 euro , somma da dividere quindi per tutte le coppie, c’è da sperare in altri interventi di maggiore rilievo. Ci auguriamo che sorga una multi-sala nella località Ponterio, sempre secondo indiscrezioni ma, nell’attesa, ci permetta di ribadire che sarebbe più opportuno parlare dei propri risultati piuttosto che lodarsi di progetti futuri, ancora tutti da valutare.
Ancora un’altra domanda che riguarda il futuro dei giovani che intendano studiare a Todi. Se non ricordiamo male una proposta elettorale dell’allora candidato Antonino Ruggiano era di realizzare un polo universitario in questa città. C’è un “progetto futuro” anche per questo punto o c’è stato un ripensamento?!
Ultimo punto è la Giornata della Creatività, sulla quale c’è poco da dire:  è stato un evento organizzato in accordo con la Regione e fa piacere vedere tanto interessamento ai talenti di Todi. Ma su questo punto vorremmo fare con lei, dott.Ranchicchio, una riflessione. Non sappiamo se è al corrente, o meno, che a Todi esistono  quattro compagnie teatrali. Senza scendere nel merito della qualità, a nostro modo di vedere molto buona, ci chiediamo da tempo perché l’Amministrazione è così riluttante nell’offrire un aiuto decoroso a questi gruppi, per  mettere a loro disposizione spazi e risorse . Le spese teatrali per mettere in scena uno spettacolo  sono ingenti .Servono  migliaia di euro per esibirsi al Teatro Comunale,  poco meno per  il Nido dell’Aquila. Alla luce di questo, perché non valorizzare  i giovani talenti tuderti e applicarsi realmente affinché queste spese siano sostenibili?! Rattrista  il pensiero di quanto sia ogni anno più difficile lavorare sulle proprie qualità artistiche, e farebbe enormemente piacere sapere di essere apprezzati in una Comunità al di là del colore politico. Abbiamo sentito in televisione ,pochi giorni fa, al Comune di Roma, alla presenza del Sindaco Alemanno, una giornata sul problema della pena di morte. Ci ha fatto piacere vedere che un problema così enorme non ha confini politici, fa parte del Dna culturale e attiene alla umanità delle persone e della società. Ebbene, a Todi, uno spettacolo sulla pena di morte, prodotto da giovani artisti Tuderti trova difficoltà insormontabili per essere messo in scena, malgrado l’apporto assolutamente gratuito degli artisti.
Carissimi, è su queste cose così reali che si misura il sostegno alle politiche giovanili.  
Giacomo Troianiello – Responsabile dei Giovani Democratici di Todi


29 maggio 2009
In difesa dell’acqua pubblica

Il modello economico e sociale basato su logiche di mercato è la vera causa della crisi globale che ha investito il pianeta. Questo modello, che da circa vent’anni regola la gestione dei servizi pubblici, dei beni
comuni, dei rapporti sociali, stà dimostrando, con la crisi in atto, tutte le sue contraddizioni.Nonostante ciò, non si vede nessuna proposta di cambiamento alle logiche privatistiche.Anche in Umbria, la politica delle privatizzazioni non accenna a cambiare rotta.
Tutti e tre gli ATO per la gestione del servizio idrico sono gestiti da società per azioni:
     * L’ATO 1 nelle mani di ACEA (SUEZ e Caltagirone) ha già  programmato un aumento minimo della tariffa del 5% annuo fino al  2027       
     * L’ATO 2 di Terni stà delineando la costituzione di una multiutility per la gestione dell’acqua, energia e rifiuti insieme
     * L’ATO 3 stà affidando il servizio idrico nelle mani delle  finanziare attraverso un projet-financing che costringerà gl  utenti a remunerare gli alti costi degli interessi attraverso le bollette, infatti in un anno le tariffe sono aumentate del 10%..
Intanto le reti colabrodo continuano a disperdere il 45% dell’ acqua prelevata e gli impianti di depurazioni esistenti sono sufficienti solo per il 25% delle acqua reflue.

Invertire la rotta è possibile, dichiarando l’acqua bene comune e il servizio idrico privo di rilevanza economica, garantendo a tutti 50 litri gratuiti al giorno (minimo vitale indispensabile per la sopravvivenza riconosciuto dall’ OMS) e ritornare ad una gestione pubblica e partecipata dell’acqua.
Sono questi i contenuti della proposta di modifica degli statuti comunali che il popolo umbro sta sottoscrivendo a centinaia e che  verranno presentati ai Consigli Comunali.
Sabato 30 maggio a Perugia – tutti a di Pian di Massiano (mercato cittadino) per sottoscrivere la proposta di delibera d’iniziativa popolare e dire basta alla svendita dell’acqua e delle nostre vite!
Perché il futuro è nella riappropriazione dei beni comuni e nella partecipazione diretta di tutti!
Comitato Umbro Acqua PubblicaReferenti: Michel Drouin – Elisabetta De Persio

28 maggio 2009
Direzione della Usl2 troppo solerte con l’Ospedale di Todi

 
Rifondazione Comunista di Todi aveva già sottolineato la straordinaria solerzia della Direzione aziendale nell’applicare le norme previste dalla finanziaria per quello che riguardava l’ospedale tuderte denunciando un’operazione che più che al risparmio di risorse puntava al depotenziamento del nostro nosocomio fatto sulle spalle del personale e a discapito della qualità dei servizi.
Scelte confermate, tra l’altro, dalla stessa bozza per la riorganizzazione dei servizi nella Media valle del Tevere.
Ora anche la CGIL Funzione Pubblica esprime preoccupazione (*) per una riorganizzazione generale che sembra aver poca considerazione dei servizi erogati e del lavoro degli operatori che con enormi sacrifici hanno garantito la qualità delle strutture sanitarie territoriali.
Da parte nostra non possiamo che ribadire quanto espresso in occasione della partecipazione al Consiglio comunale dell’Assessore Rosi: non chiediamo trattamenti privilegiati ma non siamo disposti a tollerare trattamenti discriminatori a spese dei tuderti.
Per questo sosteniamo le giuste rivendicazioni della CGIL preoccupati anche per la marginalizzazione di Todi rispetto alla programmazione sanitaria regionale, ipotesi sempre più concreta in assenza di una decisa inversione di tendenza.
Circolo “Luigi begani” – Rifondazione Comunista di Todi
 

27 maggio 2009
Sul Mercato del sabato e l’Ufficio delle Entrate a Ponterio

Sono finalmente realtà, anche se in fase sperimentale entrambe, due problematiche che da tempo non trovavano soluzione a Todi. La prima è l’apertura al pubblico per tre giorni la settimana dello sportello periferico dell’Agenzia delle Entrate di Perugia (lunedì, mercoledì e venerdì) e questo è merito soprattutto dell’Amministrazione comunale, in primis dell’Assessore Ciani, ma anche di chi, e tra questi mi ci annovero anche io, l’ha sollecitata a spingere l’Agenzia a questa terza apertura del venerdì. C’è un però e non di poco conto; questa apertura è ora sperimentale, per tre mesi, e se l’Amministrazione non interviene con un’opera di pubblicizzazione di tale risultato (ad esempio con un “FATTO” e un’adeguata opera di diffusione di tale intervento o altro ancora) verso l’utenza che non ne è a conoscenza e di sensibilizzazione verso la dirigenza dell’Agenzia delle Entrate per portarla a conoscenza del fatto che questi tre mesi sono mesi estivi con una fisiologica minore affluenza di pubblico e soprattutto che si sta studiando una localizzazione più idonea e funzionale, il rischio che al termine dei tre mesi si torni alla situazione di partenza è reale. Infatti l’Amministrazione si sta impegnando per trovare locali adatti per il funzionario addetto e soprattutto per gli utenti, che sono oggi costretti in una sede prestata dall’INPS senza nemmeno la disponibilità esclusiva di una fotocopiatrice o di misure che possano garantire un’adeguata privacy agli utenti, ma se la soluzione non si trova prima del termine di questa fase sperimentale e non si porta a conoscenza dell’Agenzia delle Entrate, allora questo servizio potrebbe cessare riportando in essere i disagi che fino ad ora si erano verificati per l’alta concentrazione di pubblico in due soli giorni settimanali. Io personalmente, come referente di Todi dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e dopo essermi confrontato con molti miei colleghi, interverrò sulla nostra Presidente provinciale affinché faccia presente all’Agenzia delle Entrate la necessità che questo servizio resti così potenziato, per il bene di tutta la cittadinanza tuderte e dei comuni limitrofi ed anche per noi operatori del settore, che risparmiamo così molti viaggi a Perugia con evidente risparmio anche per i nostri clienti, e confido che l’Amministrazione Comunale faccia altrettanto. Seconda questione sulla quale non mi dilungherò è il fatto di aver riportato il mercato del sabato presso la vecchia ubicazione di fronte alla BNL, dopo che la passata Amministrazione lo aveva relegato in una zona inadeguata perché ritenuto poco decoroso per la Città; io, provocatoriamente, avevo detto che l’avrei riportato in Piazza, ma capisco che sarebbe stata una soluzione impraticabile. Voglio quindi lodare l’Amministrazione e il Comando della Polizia Municipale per questa scelta, perché indirizzata anch’essa verso i Cittadini e contro gli interessi egoistici di coloro che hanno sempre la “puzza sotto il naso” e che pensano che Todi non debba essere vissuta dai propri Cittadini ma preservata solo per gli ospiti stranieri. Anche questa è una fase sperimentale ma, visto il successo del primo sabato, sia per gli operatori della zona che per gli ambulanti presenti, spero che diventi presto una soluzione definitiva. Complimenti quindi all’Amministrazione Comunale per entrambe le soluzioni, ma anche un invito affinché rimanga vigile e dinamica e soprattutto in stretto contatto con l’Agenzia delle Entrate per il mantenimento della terza apertura settimanale.
Gianluca Alvi        

26 maggio 2009
Ora Todi pensa ai giovani ed al loro futuro

 
Finalmente qualcuno si è accorto delle esigenze e delle necessità dei giovani nella città di Todi.
Con il nuovo Informa-Giovani è partito un grande progetto che permette ai ragazzi del nostro Comune di collegarsi con i principali network e di essere sempre informati su tutte le possibilità di lavoro e svago.
Inoltre la sede scelta, all’interno di uno dei più importanti e suggestivi spazi fra quelli di proprietà del Comune, indica la ferma volontà dell’Amministrazione Ruggiano di puntare molto su tale progetto.
Todi quindi, città centrale nella formazione dei giovani e nell’organizzazione di eventi di promozione e di aggregazione, allo scopo di sensibilizzare maggiormente i ragazzi delle nuove generazioni ad avvicinarsi liberamente allo studio ed alla cultura dando libero sfogo al proprio estro ed alla propria inventiva.
A tal proposito, incredibile successo ha avuto la “Giornata dell’Arte e della Creatività”, che ha portato nella nostra città oltre 3500 ragazzi da tutte le scuole dell’Umbria; il canto, la danza e la recitazione l’hanno fatta da padroni nelle splendide cornici del Teatro Comunale, del Nido dell’Aquila ed dell’Istituto Agrario; magari la carriera di nuovi futuri talenti potrebbe partire proprio da qua.
Il bilancio preventivo, approvato la scorsa settimana, dà poi la piena misura di quanto, l’Amministrazione Ruggiano, fortemente sostenuta dal Popolo della Libertà, abbia rivolto le proprie attenzioni ai giovani che cercano lavoro, a quelli che vogliono crearsi una famiglia ed allo stesso tempo che cercano anche ore di svago ed attività ricreative.
Una misura molto importante è quella, attraverso la quale, il Comune concede un contributo alle giovani coppie del nostro territorio che decidono di sposarsi, sgravando parzialmente le spese del matrimonio, che spesso si rivelano problematiche per chi deve fare i conti con lo scarso potere di acquisto dei salari dei nostri giorni; le difficoltà economiche non possono e non devono assolutamente diventare un deterrente per chi decide di trascorrere una vita insieme.
Altro contributo previsto dal bilancio 2009 è quello destinato ai giovani imprenditori che aprono una nuova attività; in questo periodo di forte crisi e di difficile accesso al credito per le imprese, tale misura può rivelarsi un incentivo importante ai ragazzi delle nuove generazioni che intendono partire con un lavoro in proprio.
Infine, è stato pensato ed inserito nel piano delle opere un grande progetto che prevede la realizzazione di un cinema multisala alle porte di Todi, oltre all’immaginabile indotto economico che ne può derivare si possono aprire ulteriori prospettive di occupazione e di lavoro; tale nuovo centro darà poi la possibilità di intrattenimento e di svago a chi, in particolare i ragazzi da 15 a 30 anni, deve per tutto l’anno prendere la propria auto e farsi minimo 40 km per raggiungere posti e servizi analoghi.
Dopo anni difficoltosi e con scarse prospettive, è stata data finalmente giusta considerazione alla crescita dei nostri giovani ed alle loro necessità; il futuro della nostra città passa da loro ed anche dagli strumenti che gli vengono forniti quotidianamente.   
Claudio Ranchicchio  –  Consigliere Comunale  Popolo della Libertà       


25 maggio 2009
Bene Todisport, ma serve un’impiantistica migliore e più collaborazione

L’intervento del Sig. Carletti mi offre lo spunto per riportare ed ampliare il mio breve intervento alla conferenza stampa di presentazione di TodiSport 2009.
Ho espresso compiacimento per l’attenzione riservata ad attività sportive diverse come la canoa, l’orienteering, escursionismo, trekking ecc. perchè ritengo queste attività la scelta obbligata (e mi auguro vincente) per il futuro. La mia considerazione nasce proprio dalla situazione dell’impiantistica sportiva cittadina che, ad oggi, non consente iniziative verso sport che richiedano strutture fisse, quindi, non rimane che lo spazio aperto fornitoci da madre natura.
Realizzare piste ciclabili (per mountain bike), percorsi verdi (per fitness, passeggiate,corsa campestre), percorsi vita, fino a giungere al Tevere per una remata. Tutto ciò ci pone di fronte al problema della manutenzione e se tanto mi da tanto (vedi pista atletica) non andremo lontano. Dovremo fare in modo da “portare” i ragazzi su questi campi, su queste piste attraverso iniziative continue (gare mountain bike, di corsa, orienteering) in modo da far vivere gli spazi.
La gestione non può essere vista solo da un punto di vista economico ma, soprattutto, come servizio sociale, di salute. Per questo chiedo che l’amministrazione valuti la possibilità (con fondi propri) di affidare la gestione a soggetti che, grazie alla loro passione, possano custodirli con amore per noi ed i nostri figli.
Tutto ciò potrebbe contribuire ad una maggiore vivacità di Todi creando movimento (gente che si sposta in vari punti non solo verso Pontenaia), turismo sportivo (pensiamo alla possibilità di piste ciclabili e percorsi verdi), sport a tutela della salute (ippoterapia e percorsi vita). Penso che tutti coloro che fanno “il giro di Todi” se avessero un percorso nel verde, attrezzato troverebbero maggior piacere a praticare un minimo di attività motoria. Non tutti sono disponibili ad andare fino a Pontenaia per una corsetta e quattro flessioni anche perchè se uno non volesse utilizzare l’auto avrebbe qualche problema ad arrivarci.
In ultimo, per non abusare dello spazio, vorrei sollecitare una maggiore coesione e collaborazione tra le società sportive per portare avanti progetti insieme, promuovere anche altri sport senza chiuderci nei nostri orticelli.
Maurizio Pierdomenico – Presidente Regionale U.S. Acli

25 maggio 2009
A proposito di sempre più cani che persone


Scrivo in risposta all’articolo "sempre più cani che persone" uscito nell’ultima edizione del vostro giornale.
Pur essendo in perfetta sintonia per quanto riguarda il discorso sulla mal gestione dei cani randagi e della speculazione esistente sugli stessi, sono rimasto deluso dalla posizione presa nel condannare senza appello razze come il cosi chiamato "mastino dalla terrificante e bavosa bocca".
Intanto c’è da dire che se per mastino si intende il mastino napoletano la posizione dello scrittore è assurda poichè questa razza non era inclusa nella famosa "black list" dell’ ordinanza Turco, quindi anche se (fortunatamente) la lista dei cani pericolosa è stata cancellata nel caso del mastino napoletano non ha apportato cambiamenti.
La lista dei cani pericolosi non è stata cancellata per non sfavorire alcuni allevatori ma perche inutile e senza fondamenti scientifici.
Ogni soggetto è una cosa a se stante, il suo comportamento deriva si dalla genetica (e qui è responsabilità dell’allevatore che dovrebbe evitare di far accoppiare soggetti belli ma non caratterialmente equilibrati) ma in larga parte anche dalle esperienze vissute o mancate con il proprietario!
Se invece per mastini si intende i molossoidi in generale allora va detto che anche i molossoidi come tutte le razze (barboncini compresi) possiedono come dote naturale l’aggressività.
Tutte le razze (barboncini e molossoidi inclusi) derivano dal lupo e proprio da questo hanno ereditato la capacità di "ritualizzare" questa aggressività. In natura il lupo non arriva quasi mai allo scontro vero e proprio ma ritualizzando gli atteggiamenti aggressivi fa in modo di risparmiare energie e preservare la sua salute, così da non compromettere la vita propria e del suo branco.
Il passaggio dalla ritualizazzione all’atteggiamento aggressivo è raro e non funzionale al perpetuarsi della specie! ne segue che in natura non esistono lupi (e quindi cani) che aggrediscono senza motivazione/preavviso. E’ logico che un morso di un molossoide non è un morso di un volpino ma il punto è che se un cane di qualsivoglia razza arriva alla aggressione è perchè vive in una situazione di stress enorme derivante da una relazione proprietario-cane errata e dal fatto che il proprietario non è riuscito ad inserire il proprio cane nel mondo urbanizzato, circostanza a lui naturalmente inadeguata.
Un molossoide in mano ad proprietario responsabile non avrà motivo di atteggiamenti aggressivi, un pincher in mani sbagliate sarà un teppista che, consoliamoci, al massimo ci farà mettere solo qualche punto di sutura…
L’aggressivita canina è direttamente proporzionale all’ignoranza umana.
Esistono varietà infinite di razze di cani, ogni razza ha le sue esigenze e le sue peculiarità, un proprietario responsabile non dovrebbe scegliere solo in base all’estetica ma sopratutto in base alle esigenze e alle caratteristiche del cane…e del proprietario stesso.
L’unica via percorribile per evitare cani problematici è agire in prevenzione tramite corsi fatti da professionisti in grado di aiutare il proprietario a capire le esigenze del proprio cane e costruire quel rapporto di simbiosi che da millenni rende l’uomo migliore.
Fabio Persichetti (educatore cinofilo)

25 maggio 2009


Lavori alle Scale San Fortunato

In merito alla nota di Elisa Picchiotti con la quale si riporta alla ribalta il problema della scalinata di San Fortunato, vorrei informare i cittadini e la Picchiotti stessa di quali interventi si sia prossimi.
L’erba, che rinasce imperterrita negli interstizi creatisi con lo spostamento delle grandi pietre, è stata estirpata pochi giorni fa, ma la presenza di terra depositata negli spazi che si sono creati ne facilita la rinascita. Si ovvierà a questo con la sistemazione di tutta la scalea. Ci sono già dei preventivi e sarà utile il contributo economico assicurato dell’Ente ETAB- La Consolazione, il cui presidente Severi si è reso disponibile a collaborare a tale sistemazione.
Manca un incontro con la Soprintendenza e poi i tempi tecnici per attribuire i lavori. Il riallineamento delle scale non sarà  un’operazione definitiva ma provvisoriamente restituirà loro una parvenza di decoro. Per quanto riguarda le quattro rampe che salgono verso il Tempio, le pedate degli scalini, ora ridotte a pozzanghere e mezze bitumate, saranno al più presto sistemate. Per quest’intervento è stato già attribuita l’esecuzione dei lavori e l’impresa li comincerà ai primi di giugno, cosicché verso la metà di questo mese le rampe
saranno recuperate alla decenza ed alla fruibilità senza rischi di incolumità, con gettate di cemento e graniglia. Per il decoro della Città, il sottoscritto ce la sta mettendo tutta ma molte sono le difficoltà: d’ordine economico,
burocratico e logistico. Ogni segnalazione e consiglio sarà ben accolto, anzi li sollecito.

 
Mario Epifani – Delegato al decoro ed alla tutela del Centrostorico

24 maggio 2009
Lasciate stare le nutrie

Egregio Direttore, ho letto l’articolo sulle nutrie e i gamberoni delle Lousiana pubblicato lo scorso 21 maggio e non sono d’accordo con quanto vi è scritto. Innanzitutto, se queste specie sono presenti nel nostro territorio, è colpa dell’uomo: per le prime, essa è degli allevatori di nutrie e di chi comprava, fino agli anni ’80, pellicce di rat musqué (che erano fatte con cadaveri proprio di nutrie!); per i secondi, credo possa essere ascritta alle immissioni a fine di pesca. Gli animali sono esseri viventi senzienti aventi diritti e mi auguro che non si voglia continuare nella ottusa prospettata "soluzione" (di fatto tutt’altro che tale!) di eliminare questi animali; nel caso specifico  delle nutrie, abbattendole con fucili o catturandole con gabbie trappola e poi ammazzandole con una dose eccessiva di cloroformio. Gli argini dei fiumi non sono a rischio solo per colpa di questi animali, ma anche per il fatto che l’uomo tende a non lasciar sviluppare vegetazione su di essi come sulle rive di fiumi e corsi d’acqua d’ogni grandezza, quando tutti sappiamo (per averlo imparato alle scuole elementari) che le radici delle piante contribuiscono a tenere saldo il terreno e a non farlo franare! Soluzioni non cruente esistono, oltre alla piantumazione, sulle rive possono essere sistemate particolari reti che impediscono al terreno di franare e, per tenere controllata la popolazione di nutrie, invece dell’inutile abbattimento che produce un aumento della mortalità e quindi della natalità, c’è la possibilità di sterilizzare le nutrie. Spero che qualcuno finalmente ascolti anche gli animalisti, invece che soltanto i cacciatori. E metta in pratica.
Cordiali saluti
Giulia Lodigiani via Miglioli 36 26043 Persico Dosimo (Cremona )

24 maggio 2009
Ci vuole poco per accontentare i turisti

Vorrei riportare il commento di alcuni turisti che ho accompagnato a Todi proprio oggi pomeriggio (domenica). Queste le loro parole: "Sapevamo che Todi era bella, ma dobbiamo dire che ha superato di molto le nostre aspettative! Complimenti!". Io spero che quando da domani non ci sarà più la Todi Fiorita non cali l’attenzione per la bellezza e la cura del centro storico. Finalmente ho potuto portare i turisti sotto i voltoni che erano non sporchi e trasandati, ma puliti e curati, soprattutto nella parte che da verso Piazza Garibaldi, con delle graziose margherite nelle grandi fioriere. Grandi lodi da parte dei visitatori anche per le aiuole dei giardinetti, ripulite e messe a nuovo. Insomma ci vuole poco per rendere più gradevole il centro storico all’occhio del visitatori. Faccio presente che le critiche che ricevo riguardano sempre le stesse cose, e cioè le scale di S.Fortunato che sono sempre più a pezzi e pericolose, la sporcizia nei vicoletti dovuta soprattutto ai piccioni e l’impossibilità di camminare tranquillamente a causa delle troppe auto.
Elisa Picchiotti

22 maggio 2009
Spostamento mercato del sabato: era ora!

Apprendo con soddisfazione che lo spostamento del mercato del sabato è oramai cosa certa. La data stabilita per il trasferimento è il prossimo sabato 23 maggio nella zona del Crocifisso. Non si riesce a capire  il motivo dell’opposizione ferrea posta in atto, senza motivi apparenti, contro la prima ipotesi di spostamento del mercato in Via Menecali, ipotesi alquanto valida, forse anche migliore della scelta attuale, data la possibilità di usufruire del parcheggio antistante la chiesa della Consolazione e data l’ubicazione strategica del sito alle porte della città.
Comunque, ritengo positiva anche la scelta di Via del Crocifisso: si tratta di una buona soluzione in quanto anche questa via è ubicata all’ingresso della città, è dignitosa, soddisfa le esigenze di tutti gli ambulanti. Lo spostamento del mercato non era, ormai, più rinviabile visto l’ormai esiguo numero di ambulanti (scesi da 80 a 35), il costo del parcheggio a carico dei visitatori e il mancato accordo con la Sipa per renderlo gratuito.    
Il sottoscritto, in qualità di consigliere comunale, aveva più volte evidenziato come il ricollocamento del mercato settimanale fosse una questione prioritaria per la città, dando ad esso un significato di carattere economico e, non di meno, culturale e sociale. Con l’occasione esprimo il mio ringraziamento al Corpo dei Vigili e al suo Comandante Roberto Manetti  per il forte impegno profuso in questa operazione, volto a superare questo annoso problema della nostra città. Da sottolineare anche la volontà positiva della Giunta Comunale che ha approvato l’atto.
Giancarlo Castrini – membro direttivo Sdi

22 maggio 2009
Ancora a proposito di Avis e di erba alta alla pista di atletica…

Quando ho letto l’ultima copia di Tam Tam ed ho visto pubblicata la lettera "A.A.A. capre cercasi"” ho subito pensato che la polemica si sarebbe riaccesa; così è stato, visto l’intervento del Presidente della Sezione Comunale dell’AVIS. Tengo però a precisare che il comitato, che ha firmato la lettera, è tutt’altro che "sedicente", perché basta scorrere l’elenco dei ragazzi e bambini che praticano questo sport ed associarli ai nomi dei loro genitori per conoscere nomi e cognomi. Io sono uno di questi.
Forse è stata commessa una leggerezza, nominando la “Società di Atletica AVIS TODI” invece della corretta dizione “Uisport  Avis Todi“ e, da avisino di vecchia data, iscritto dal lontano 1979, condivido l’’opinione  di non utilizzare il nome dell’’AVIS per fini diversi da quelli specifici dell’associazione. D’’altra parte l’’AVIS è un’associazione apolitica, apartitica ed aconfessionale.
Se di “leggerezza” si è trattato, chiedo venia a nome di tutti quanti hanno sottoscritto la lettera che, comunque, è stata scritta in un momento di esasperazione e frustrazione, dopo aver sollecitato innumerevoli volte nei mesi scorsi l’assessore Menghini a dare risposte concrete sul modo di gestire la pista (forse non è tra le sue priorità); inoltre, pur avendo chiesto più volte di essere ricevuti per parlare dei problemi legati alla gestione dell”impianto, il Sindaco non ha mai ritenuto opportuno confrontarsi con noi, senza dare spiegazioni alcune. Quindi, non abbiamo rinunciato a “porre le domande ai diretti interessati” ma siamo stati costretti per forza a scrivere su un mezzo di informazione on-line e cartaceo, perché di risposte non ce ne sono state date!
C’è da dire che dopo l’inervento su Tam Tam on line i gestori si sono visti presso l’impianto e qualcosa adesso funziona un po’ meglio, le docce hanno l’acqua, è stata installata una fontanella all’esterno dello spogliatoio e l’erba è stata tagliata.
Rimane il fatto che l’impianto di atletica leggera di Todi non ha solo il problema del taglio dell’’erba, pur importante, ma è la gestione tutta che deve essere più attenta all’impianto stesso ed alle esigenze dei sui fruitori e più collaborativa. Certo, la gestione di questo tipo di impianti non consente di guadagnarci perché, pur essendo la regina delle Olimpiadi, l’atletica leggera è anche abbastanza povera e, forse, si riesce ad andare pari con i bilanci, dal punto di vista economico, ma se consideriamo l’ambiente sano che vivono i nostri figli, allora il discorso cambia di molto.
Spero che l’Amministrazione cominci ad ascoltare le nostre istanze e, in ogni caso, rimarremo ben vigili in merito alle decisioni che si vorranno prendere.
Mario Carletti  (a nome del comitato genitori)

21 maggio 2009
A proposito di ospedale

A proposito di ospedale vorrei permettermi, dal momento che ne conosco tutta la storia, di puntualizzare alcune cose. Conosco tutta la storia perchè come todino "di Todi" che ha attivamente partecipato alla vita politica ed associativa negli anni ’60, già da allora si parlava della costruzione del nuovo ospedale. Un primo sito fu individuato nella collinetta sopra i vecchi stabilimenti della "Tedas", dove ora sono posizionate le antenne della Telecom. Poi dopo altre possibili localizzazioni, fu individuato come punto di insediamento la collinetta prima di Ilci in località Santa Maria Maddalena. Poi è tutto finito nel dimenticatoio per l’opposizione di vari enti locali e provinciali. Qualche anno fa il problema ospedale è resuscitato e dopo molte trattative, in cui è riproposta Santa Maria Maddalena, è stata individuata per la costruzione la zona di Pantalla. Per quale ragione il comune di Marsciano ha accettato questa localizzazione? Principalmente per un motivo: perchè la realizzazione del nuovo ponte sul Tevere fortemente richiesta dal Comune di Marsciano, significherà per la "città commerciale" spianare la strada ad almeno mille nuovi clienti provenienti da Piedicolle, Pantalla, Ripaioli, Ilci, Collazzone, tutto ciò a scapito dell’ agonizzante Todi. Perchè gli amministratori di Todi non hanno capito questa manovra fatta dalla "volpe" Chiacchieroni. La risposta non voglio suggerirla, lascio a voi lettori le considerazioni del caso.
A proposito: l’ospedale di Marsciano verrà chiuso? Io credo di no, perchè ci sono ancora cantieri al lavoro. E parliamo del ponte sul Tevere: quanti milioni di euro costerà? All’ospedale servirà solo in misura minima perchè i residenti di Fratta Todina e Monte Castello di Vibio non utilizzeranno il ponte, i residenti delle frazioni di Marsciano situate a nord ed a ovest prenderanno direttamente il raccordo del Cerro. Per cui il ponte servirà solo ai residenti del centro di Marsciano ed al massimo fino a Pontecane. Pertanto la mia premessa sull’accettazione da parte di Marsciano della localizzazione dell’ospedale a Pantalla è giusta? Per chiudere l’ argomento ponte credo che l’unica cosa fattibile sia quello di una idonea sistemazione dal lato nord del raccordo del Cerro e della provinciale Collepepe – Pantalla e dal sud-ovest la sistemazione della strada Marsciano – Montemolino – Pantalla. Questa soluzione migliorerebbe anche il normale traffico. Un’ ultima considerazione, i residenti di Massa Martana ed Acquasparta che usufruiranno dell’ ospedale di Todi andranno a Pantalla o a Terni? Complimenti, questa è stata un’ altra spinta verso la fossa del Comune di Todi.
Marchetti Oreste

21 maggio 2009
Per le autorizzazioni di impianti ad energia rinnovabile, Umbria maglia nera e Puglia rosa

Puglia e Umbria sono due regioni parimenti guidate dalla sinistra ma sulle politiche energetiche divergono completamente sia nella programmazione che nella realizzazione, per cui la regione del sud guida la graduatoria dei virtuosi, mentre la nostra è il fanalino di coda. Per istallare un campo eolico in Umbria non ci sono tempi certi, nella ‘patria’ di Vendola per impianti sotto il megawatt basta  la Dia (dichiarazione di inizio lavori) e in 12 mesi si può completare l’iter. Per non parlare dei soggetti con cui qui bisogna discutere: comuni, comunità montane, Provincia, associazioni dei pescatori e poi l’Arpa, la Bonifica, la Soprintendenza ai beni ambientali ed Architettonici, le Ferrovie, l’Anas, l’Enel solo per citarne alcune ma si perde il conto e passano almeno cinque anni se va bene; e non sempre si ha a che fare con gente preparata o onesta, tutt’altro; in tutti questi passaggi basta incappare in un dipendente pubblico infedele e così ci scappa la tangente: insomma tanti ostacoli sembrano fatti apposta per questo.

E si sentono obiezioni del tipo che gli uccelli vanno a morire sbattendo contro le pale, cosa assolutamente antiscientifica ed assurda, disturbano il paesaggio (meglio impallinarli) o che fanno un rumore assordante ed inibiscono le attività agricole!
Una corsa ad ostacoli che fa salire i costi e scoraggia chiunque, ed ecco perciò che in tempi di rivoluzione energetica qui si preferiscono gli inceneritori e le centrali termoelettriche, impianti che vengono abbandonati dappertutto nel mondo o ridimensionati ma dove è più facile nascondere donazioni occulte per i politici.
E pensare che lo sviluppo economico, dopo l’impegno epocale del presidente americano Obama, passa in primo luogo per le energie alternative, ma nell’Umbria della sinistra d’antan, dura e pura, non si muove una foglia… pardon una pala; siamo fermi a quei due mini impianti sopra Gualdo Tadino, per il resto quasi tutte bocciature: o i pali sono considerati troppo alti (come a Foligno dove si autorizzano pali per la telefonia mobile ma non per l’energia) o si trovano in una zona paesaggistica inviolabile come in Valnerina. E poi ci sono le zone stabilite (solo il 20% dell’utilizzabile) non si sa da chi e perché in quanto, dicono i soloni, ‘vocate’, come se chi investe decine di milioni di euro in un campo eolico li butta via senza prima aver verificato l’intensità del vento e la resa economica.
E’ insomma una regione dirigistica, dai mille lacci che perde anche questo treno della modernizzazione e delle energie alternative per ottusità e preconcetti. Come lamentarsi poi se il governo di destra deciderà di passare al progetto folle delle centrali nucleari, un’aberrazione economica, scientifica e foriera di grandissimi rischi dalle conseguenze incalcolabili sia per la gestione degli impianti che pèer la messa in sicurezza delle scorie nel prossimo millennio. In definitiva la sinistra fa un favore alla destra restando ferma a divieti incomprensibili e ad una burocrazia disarmante.
Ed allora chi è disposto a investire ingenti capitali e creare lavoro gira al largo dai nostri territori scendendo verso sud, dove è pur vero che ci sono rischi criminalità, ma sono evidentemente minori rispetto ai niet umbri. Insomma tappeto rosso per i cacciatori, con il placet dei Verdi, ma disco rosso per tutto quello che riguarda il solare, l’eolico e ciò che le nuove tecnologie stanno sfornando in campo energetico perché, secondo certi politici, non portano voti… quindi non utili ai partiti  del governo locale.
Alberto Laganà – Coordinatore regionale Umbria dei Valori

18 maggio 2009
Erba alta alla pista di atletica: attenzione ad utilizzare il nome dell’Avis di Todi

Avevo già letto un intervento del 18 aprile 2009 di un sedicente comitato di genitori della società sportiva Avis Todi in materia di erba alta della pista di atletica, pubblicato su Tam Tam on-line, ed oggi lo ritrovo sulla pubblicazione cartacea.
A prescindere dalla attendibilità o meno dell’intervento e che l’istanza meriti accoglimento, va precisato comunque quanto segue.
La società sportiva di cui trattasi non è denominata Avis Todi, ma Uisport Avis Todi e, pertanto, invito chiunque voglia parlare a nome di Avis Todi, o semplicemente di qualificarsi come facente capo all’associazione, di farlo nel limite delle competenze o interfacciandosi con il sottoscritto o qualsiasi componente del consiglio direttivo.
Per il resto non ho nulla da obiettare sul fatto che si muovano preoccupazioni ed eccezioni in merito al problema dell’erba alta e della gestione della pista di atletica, anche se disapprovo il “nascondersi” dietro a un non meglio identificato comitato. Il fatto, inoltre, che ormai si rinunci a porre le domande ai diretti interessati ma si debba per forza scrivere su un mezzo di informazione cartaceo oppure on-line lascia altresì perplessi. Questa esigenza di esternazione per amplificare ogni problema, aprendo come ovvio il fianco ad ogni forma di strumentalizzazione, non è nello spirito dell’Associazione che ho l’onore di presiedere.
Per il legame che Avis Todi ha con l’associazione sportiva mi farò carico, sentito il consiglio direttivo, di attivare ogni forma di supporto e di collaborazione, ma non appoggeremo qualsiasi forma di strumentalizzazione dell’Associazione Volontari Italiani Sangue e nemmeno pressappochismo ed improvvisazione nel trattare finalità, attività e collegamenti dell’ente stesso.
Colgo invece l’occasione per ricordare che la prima quindicina di giugno si svolgerà Todi Sport presso il parco della Rocca, ed in quella sede potrete avere contatto con Avis e conoscenza delle nostre attività; ricordando che l’emergenza sangue rappresenta un importante problema della sanità anche umbra, è altresì importante sottolineare il valore del dono incondizionato ancora più prezioso se si tratta di un bene vitale quale il sangue. Con orgoglio inoltre faccio notare l’importanza del senso di appartenenza ad una grande associazione di volontariato, meritoria di prestare servizio, ogni giorno e ad ogni ora, generosamente e fattivamente nei confronti di chi ne ha bisogno.
Mario Ciani – presidente sezione Avis Todi
 

13 maggio 2009
Positiva l’esperienza del sindaco Mencacci a Fratta Todina

Leggo con continuità e  grande interesse il giornale online Tam Tam, ed apprezzo il modo in cui sono scritti i vostri articoli, ed è proprio per amore della precisione che vorrei inviarle una puntualizzazione relativamente all’articolo del 10 maggio 2009 intitolato "Il prossimo Sindaco di Fratta Todina sarà donna Maria Grazia Pintori o Brigitta Favi".
Nel sottotitolo si fa riferimento alla mancata ricandidatura del Sindaco in carica Stefano Mencacci, sottolineando il fatto che non è presente nemmeno nella lista dei Democratici uniti per il Consiglio Comunale, sembrando quasi che fosse stata  bocciata la sua persona e di conseguenza il suo operato e che proprio per questo non fosse stato ricandidato.
Il Partito Democratico e le altre forze della coalizione hanno dato e danno un giudizio molto positivo del lavoro svolto in questi cinque anni dal Sindaco Mencacci e dall’Amministrazione da lui guidata, ed è solo per la sua assoluta indisponibilità, per ragioni strettamente personali, ad accettare l’incarico per la prossima legislatura che non è stata dal nostro partito riproposta la sua candidatura.
Giuliana Bicchieraro – coordinatrice circolo Pd Fratta Todina

13 maggio 2009
In ricordo di Zeno Tascio

Ieri sera ci ha lasciato il generale Tascio. In  Aeronautica Militare dal 1952,  comandante di squadriglia  Caccia Intercettori, della  pattuglia acrobatica di stormo, del 36° Stormo di Gioia del Colle,  della 46a Brigata di Pisa e infine a capo del 2° Reparto SIOS e dell’ufficio generale dello Stato Maggiore dell’Aeronautica. 

Dopo lunghissimo tempo, indagato per il presunto depistaggio nella vicenda di  Ustica, è stato finalmente assolto su richiesta dello stesso pubblico ministero. 
Ma soprattutto ci ha lasciato zio Zeno, come lo chiamavamo  nipoti e pronipoti da lui tanto amati. Uno zio autorevole e attento, che nell’ultimo convivio in occasione dell’anniversario con zia Elisabetta, ancora una volta abbiamo visto scherzare come sapeva fare lui con ironia e schiettezza, con la gioia di avere tutti i suoi giovani intorno. Una vita matrimoniale esemplare spesa non solo per lo Stato ma soprattutto a favore della sua famiglia. Una grande perdita per noi tutti e sicuramente per tutti quelli che lo conoscevano ma compensata da un ricordo che padri e  zii come lui lasciano come ultimo dono ai suoi cari. 
Annalisa Breschi

12 maggio 2009
Legambiente: ecomafia aumenta anche in Umbria

 

L’Umbria per la sua posizione geografica si conferma ancora una volta uno dei nodi strategici delle rotte criminali dove più del 10 per cento inchieste condotte contro questo tipo di traffico illecito vedono coinvolte a vario titolo imprese e soggetti di questa regione. Per questo è necessario mantenere alta la guardia e contrastare con mezzi sempre più efficaci questo fenomeno criminale che è una vera e propria piaga per il nostro Paese e un ostacolo allo sviluppo dell’imprenditoria sana.
Secondo l’ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente, nel 2008 l’Umbria è stata più volte coinvolta in inchieste giudiziarie contro traffici illeciti di rifiuti. Con 33 infrazioni accertate nel settore del ciclo dei rifiuti, 136 persone denunciate e 67 provvedimenti di sequestro effettuati, la regione si colloca al quattordicesimo gradino della classifica nazionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti, salendo dunque di due posizioni rispetto a quella occupata nel 2007.
Smaltire illegalmente rifiuti tossici è un atto criminoso che attenta alla salute pubblica e alla salvaguardia dell’ambiente. Per questo deve essere contrastato, oltre che dalle forze dell’ordine, anche delle istituzioni locali e dai cittadini che possono contribuire alla costruzione di un sistema di legalità organizzato, che sappia tenere testa alle azioni criminali dell’ecomafia, denunciando i casi di aggressione al territorio.

Alessandra Paciotto – presidente di Legambiente Umbria

12 maggio 2009
Siamo tutti un popolo di migranti: immigrati italiani in Usa

"Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. 
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione". 
Il testo che vi invio, senza commenti, è tratto da una relazione dell’ispettorato per l’immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, ottobre 1912.
Paolo Ferracchiati 

 

"Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
La relazione così prosegue: "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".
Il testo che vi invio, senza commenti, è tratto da una relazione dell’ispettorato per l’immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, ottobre 1912.

Paolo Ferracchiati

1 maggio 2009
La Pro Todi non si è espressa sul "Totem" alla Sala delle Pietre

Il consiglio della Pro Todi, chiamato in causa da Mario Epifani per l’articolo inviato da Fara Loiacono a Tam Tam,  ricorda che, per poter essere,  detto articolo,  collegato anche vagamente alla  Pro Todi, avrebbero dovuto verificarsi due condizioni, entrambe necessarie. 
Primo:  figurare l’articolo nel giornale edito dalla Pro Todi, e dunque in Città Viva.
Secondo:  essere firmato non da un singolo redattore, ma dalla Pro Todi, o almeno dalla Redazione.  
Condizioni, ambedue, non verificatesi.
Ricorda, inoltre, che se la Pro Todi avesse voluto criticare la struttura in prima persona,  o  avesse voluto ospitare una voce dissenziente (come fece per l’impianto di illuminazione dei giardini pubblici ) o anche avesse voluto o dovuto raccogliere una segnalazione nel “monitoraggio”, avrebbe potuto farlo benissimo e, partendo da ottobre,  avrebbe avuto a disposizione sette mesi di tempo, tre mostre e  quattro numeri di Città Viva. 
Se ciò non né avvenuto, significa che la Pro Todi, come fu,  appunto,  per l’impianto dei giardinetti, e si può aggiungere, per l’organo alla Consolazione e  per le costruzioni fuori le mura,  anche per questo ennesimo problema di arredo non intende esprimersi, convinta com’è di rappresentare una pluralità di individui e di altrettante opinioni  (quattrocento soci e circa mille lettori di Città Viva) a cui lascia libertà di pronunciarsi,  evitando per sé di identificarsi con una  precisa.
Del resto Fara Loiacono, ben consapevole di dover chiarire  che emetteva   un giudizio assolutamente personale, ha avuto l’accortezza di rivolgersi ad un Online svincolato da qualsiasi partito, gruppo ed associazione,  e di non apporre, nemmeno, alla propria firma, l’appellativo “consigliera della Pro Todi”.  Accortezza e, si può aggiungere, delicatezza.    
Consiglio Associazione Pro Todi

 

 

 

 

 

 

29 maggio 2009

In questi giorni alcuni esponenti del centro-destra, “delegati alla propaganda” e alla “distrazione di massa”, si dilettano nel magnificare, con fare da venditori porta a porta, un’amministrazione che ormai a Todi in molti giudicano deludente e inadeguata, oltre a programmi e progetti che ancora  non esistono nemmeno sulla carta: un esempio per tutti è la nuova caserma dei Carabinieri, già data per fatta e tutta ancora da progettare.
Torniamo, allora, a ribadire alcune osservazioni sul bilancio preventivo 2009: la relazione previsionale e programmatica del Sindaco è  stata talmente generica, superficiale, piena di retorica, senza anima, con tanti aggettivi superlativi, inattuale rispetto al periodo critico che il paese, la nostra città, le nostre famiglie, le nostre imprese stanno vivendo.
In effetti si cerca con le parole di coprire un bilancio privo di scelte, molto simile a quello del 2008, in alcuni casi peggiorato, che non tiene conto, appunto, delle nuove emergenze economiche e sociali esplose sul finire del 2008.
Di fronte  a questo scenario ed agli evidenti segni di crisi che non risparmiano la nostra realtà, la risposta, sia politica che economica, della Giunta è quasi inesistente: 30.000 euro per le imprese (ancora non chiaro come saranno utilizzati, anzi l’uso proposto in Consiglio è tecnicamente sbagliato, come abbiamo avuto modo di sostenere in quella sede) e 10.000  euro per le giovani coppie (anche qui, mancano i dettagli d’uso, ma è certo che la somma per ogni singola coppia è di gran lunga inferiore a quella del regalo di nozze di un parente); non c’è nessuna misura innovativa che faccia i conti con la nuova situazione. 40.000 euro rappresentano lo 0,15% del bilancio complessivo e sono una dotazione assolutamente inadeguata per fronteggiare la crisi, che avrebbe imposto stanziamenti ben più consistenti che in passato, in condizioni di sviluppo o stabilità economica.
Molte forze politiche del Paese, le organizzazioni sindacali dei lavoratori, la Confcommercio, persino la Chiesa, hanno affermato a più riprese che occorreva destinare fondi o assumere iniziative per aiutare le persone e le imprese più colpite da questa crisi. E noi ne siamo certi: bisognava prevedere e fare molto di più!
Analizzando, poi, le previsioni di bilancio, troviamo tagli a settori importanti rispetto al 2008, mentre sul fronte delle entrate si nota il raddoppio delle previsione d’incasso per le violazioni del codice della strada (250.000 euro, forse in previsione dell’entrata in funzione del controllo elettronico di accesso alla città, per noi inutile in una città che ha una sola via di accesso al centro).
Rispetto al turismo si vive di rendita, per la cultura e le manifestazioni manca un progetto organico, si abbandona la manifestazione di Todi notte, dopo 23 anni, sui giovani assistiamo a  progetti calati dall’alto, senza alcun confronto con i diretti interessati.
Così come non ci convince la politica adottata per il personale, come dimostra lo stato di sofferenza di molti settori strategici e il fallimento delle politiche per quanto riguarda la dirigenza o apicalità dei settori Tecnico e Urbanistica: 4 responsabili cambiati in 16 mesi: un record, che ha prodotto disorientamento e ritardi.
Il piano triennale delle opere pubbliche 2009-2011 è solo un documento generico, senza progetti veri, più di intenzioni che di realizzazioni, difficilmente attuabile nei tempi previsti.
Emerge un’idea di città confusa, che persegue progetti faraonici di dubbia realizzabilità, che rompe un equilibrio tra centro-quartieri-frazioni, che non riesce a individuare per ciascun ambito missioni, funzioni, ruoli.
Il centro storico subisce un depotenziamento di funzioni con la prospettata costruzione di un Cinema Multisala in via del Crocefisso e la conseguente  chiusura del Cimena Jacopone, la realizzazione sempre in via del Crocefisso di un nuovo centro commerciale (senza specificare di quale tipo) e di una Sala Congressi che svuoterebbe il centro di convegni ed appuntamenti simili.
Non vi è traccia di soluzioni per l’uso dell’immobile che attualmente ospita l’Ospedale, dopo il trasferimento dei servizi nella nuova struttura di Pantalla.
Nulla vieta, fermo restando la necessità di reperire finanziamenti per il nuovo ospedale, di concordare con Regione e Asl un uso pubblico di parte dell’immobile, uso che garantirebbe un futuro al quartiere di Porta Romana e dintorni.
Manca la previsione di costruzione della viabilità di accesso al nuovo ospedale come previsto dal PRG: così rimanendo le cose, il traffico passerà per l’attuale Strada di Buda.
Sul progetto poi di riqualificazione Piazza del Mercato Vecchio e la realizzazione di un parcheggio interrato multipiano (5 piani) molti sono i dubbi finora non chiariti. Un investimento in “finanza di progetto” per oltre 9 milioni di euro che comporta uno stravolgimento urbanistico di luoghi di interesse archeologico, compreso il giardino Francisci, con un impatto ambientale ed architettonico non secondario per la città, una incompatibilità tra la viabilità esistente e l’accresciuto flusso automobilistico, con rischi di inquinamento da traffico nelle vie principali della città (via Cesia, via Matteotti, via Santa Maria, via di Borgo Nuovo oltre a problemi di stabilità di Corso Cavour.
Perché è stata scartata l’ipotesi dell’area cosidetta ex-Simoncino per realizzare un parcheggio meno invasivo e meno costoso? Perché non si è previsto il raddoppio della risalita da Porta Orvietana?
Gli interventi nelle frazioni rappresentano solo il 2% del totale degli investimenti: un’elemosina.   Non viene menzionato alcun intervento su fognature, acquedotti, in  raccordo con le politiche di ambito.
Insomma, l’Amministrazione Ruggiano continua a produrre solo inefficienze organizzative e progetti ridicoli. I partiti di centrodestra continuano a guardare al passato, polemizzando, livorosi, con chiunque.
Partito Democratico Todi

 

Un bilancio privo di scelte

In questi giorni alcuni esponenti del centro-destra, “delegati alla propaganda” e alla “distrazione di massa”, si dilettano nel magnificare, con fare da venditori porta a porta, un’amministrazione che ormai a Todi in molti giudicano deludente e inadeguata, oltre a programmi e progetti che ancora  non esistono nemmeno sulla carta: un esempio per tutti è la nuova caserma dei Carabinieri, già data per fatta e tutta ancora da progettare.

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