I socialisti di Marsciano ritengono che si sia aperta una fase di confronto più pacata e costruttiva tra allevatori ed ambientalisti

Dopo mesi di forti contrapposizioni sociali e politiche, con evidenti fenomeni di speculazione elettorale, sembra che si sia aperta finalmente una fase più pacata di confronto e una possibile soluzione per la zootecnia suinicola e la gestione dei reflui degli allevamenti del Comune di Marsciano.
Almeno ciò è quanto credono i socialisti marscianesi per i quali il punto di svolta può essere rappresentato “dal recente convegno pubblico organizzato dagli allevatori, per mezzo delle loro Associazioni, presso la Pro-loco di San Valentino, con la partecipazione di numerosi cittadini e dell’Assessore regionale all’Agricoltura.
In tale occasione è stato presentato uno studio, predisposto da esperti in costruzione e gestione di impianti di depurazione, che propone la fattibilità tecnica ed economica di una diversa modalità di funzionamento del biodigestore di Olmeto, in grado di risolvere il problema  del riutilizzo delle acque azotate e dell’impatto ambientale inteso come diffusione di cattivi odori e carico di azoto nei terreni.
E’ stato anche precisato che l’impianto sarà a servizio solo degli allevatori attualmente aderenti alla cooperativa C.E.A.M.
A ciò è stata associata la proposta di una presa in carico della gestione da parte della Cooperativa degli allevatori, sgravando così il Comune dai relativi oneri “.
Per il capogruppo socialista nel Consiglio Comunale di Marsciano, Lipparoni, è questa una proposta di grande interesse, anche perchè sarebbe stata assicurata la disponibilità della Regione a concorrere agli investimenti con i fondi del Piano di Sviluppo Rurale.
Lo stesso ha apprezzato “la posizione aperta e ragionevole di chi ha parlato a nome del Comitato di Olmeto, nella consapevolezza che non si possono cancellare con un tratto di penna decine di allevamenti e che la chiusura del biodigestore comporterebbe comunque altre modalità di gestione dei liquami zootecnici non privi di impatto ambientale.”
Restano, ovviamente, i problemi di alcuni allevamenti posti in prossimità dei centri abitati e per i quali allevatori già si starebbero impegnando per ridurre l’impatto causato dai cattivi odori sperimentando nuove tecnologie.
Ma – nella valutazione dei socialisti marscianesi – sarebbe terminata la fase di conflitto sociale esasperato, col passaggio ad un confronto dialettico che tiene conto di tutti gli interessi  in gioco e delle possibilità che oggi la tecnologia offre.
Un processo di ricomposizione sociale che, passata la fase elettorale, dovrà trovare nella amministrazione pubblica una sintesi in grado di tutelare le attività zootecniche del territorio e la qualità di vita delle persone che vi abitano".
 

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