Basandosi sul dibattito nazionale attorno alla riforma del Codice delle Autonomi Locali in avanzata fase di approntamento dal quale prende spunto l’ipotesi del Ministro Calderoli, con la quale si conferma l’esistenza in vita delle Province, fatte salve quelle trasformate dal recente provvedimento sul federalismo fiscale in aree metropolitane, non si vede perché le stesse non possano riassumere le funzioni di “ENTE INTERMEDIO” riappropriandosi della gestione attiva della caccia, in uno per una sorta di contiguità, con la gestione dei parchi e delle aree protette, già prevista dalle attuali leggi che disciplinano le funzioni di tali Enti.
Chi piangerà se gli ATC saranno radicalmente ridimensionati nel numero e nelle funzioni? (attualmente contano oltre 18.000 eletti quasi come il numero degli Assessori Comunali italiani che sono 23.527).
Chi si dispererà del dimagrimento delle Comunità Montane? Chi si turberà più di tanto se gli ATI (ambiti territoriali ottimali) trasferiranno per intero le loro funzioni in materia di rifiuti e risorse idriche alle Provincie che per legge oggi hanno ne hanno la titolarità? Statene certi non piangerà nessuno più di tanto, si risparmierà del denaro, meno amministratori, meno indennità ed i servizi saranno più efficienti. Ma come è possibile poi che nelle regioni italiane si preveda un Piano Faunistico Regionale e poi tanti piani provinciali, uno per provincia?
Certo non intediamo generalizzare: in alcune zone d’Italia le cose funzionano bene, ma sovente siamo in presenza, e possiamo documentarlo in ogni momento, di un’architettura istituzionale obsoleta, contradditoria, una miriade di previsione e di norme che il più delle volte si sovrappongono.
Sappiamo tutti che la strada della Riforma della 157/92 è in salita, ma la speranza per quel che ci riguarda è l’ultima a morire. In ogni caso pare opportuno rivolgere un appello al relatore Senatore Orsi, affinchè la proposta di riforma, se per miracolo giungerà in porto, possa essere al più presto emendata in modo da ricomprendere la ristrutturazione e la semplificazione venatoria che auspichiamo, oggi totalmente assente nel testo base deliberato l’11 marzo 2009 dalla Commissione Ambiente del Senato.
Almeno su questo piano, il momento politico sembra favorevole stante la concomitante “deregulation”, che con efficacia il Ministro Calderoli sta portando avanti. Il Senatore Orsi, al quale non manca certo il coraggio, perché non si rapporta con lui?
Il treno per noi cacciatori, passa tanto di rado, e sarebbe bene non perderlo almeno questa volta!








