Una ricerca inglese presso l'università di Nottingham rivaluta la presenza dei pidocchi anche se non è chiaro il meccanismo con cui difendono la salute di chi li ospita
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L’igiene è sicuramente una delle conquiste più importanti della civiltà attuale, ma c’è chi mette in guardia dall’esagerare, dal rendere assolutamente permeabile ad ogni agente esterno la propria epidermide eccedendo con prodotti che bene o male vengono dalla chimica.
Costoro potrebbero aver trovato un sostegno alla loro teoria proprio da quei parassiti che normalmente si associano al concetto di sporcizia personale.
Gli scienziati inglesi hanno avuto modo di esaminare dei topi selvatici infettati dal pidocchio “Polyplax serrata” e constatato che la loro presenza riduceva drasticamente l’insorgenza di importanti reazioni immunitarie. Gli esseri umani e gli altri mammiferi che vivono invece in ambienti privi di parassiti sono esposti ad altri problemi, forse anche più gravi.
Per i ricercatori esisterebbe un legame tra la riduzione dell’esposizione alle infezioni e il recente aumento dei disturbi allergici e autoimmuni come l’artrite reumatoide e il diabete.
"Proprio come i topi da laboratorio – ha spiegato il professor Jan Bradley, ricercatore presso l’università di Nottingham (Inghilterra) – le persone che vivono nei paesi sviluppati sono attualmente esposte ad un profilo molto diverso di infezioni rispetto a quelle incontrate dai loro antenati. È possibile che le disfunzioni immunitarie cui assistiamo oggi siano il risultato di sistemi immunitari modellati dall’evoluzione per una serie di sfide completamente diverse rispetto a quelle incontrate in tempi moderni".

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