Ieri al processo presso il Tribunale di Perugia è stata la volta della difesa, con le arringhe degli avvocati di Roberto Spaccino, accusato di aver ucciso a Marsciano, nel maggio di due anni fa, la moglie Barbara Cicioni, 33 anni, all’ottavo mese di gravidanza.
La sentenza della Corte potrebbe arrivare già nella giornata di oggi venerdì.
Ieri, come detto, sono stati i suoi legali, Luca Gentili e Michele Titoli, a controbattere alle pensanti accuse del pubblico ministero, rispetto alle quali Spaccino si è sempre proclamato estraneo (l’accusa, oltre all’omicidio, gli contesta i maltrattamenti nei confronti della moglie, l’interruzione della sua gravidanza e di avere simulato un furto nella villetta per sviare le indagini).
Soffermandosi sui presunti maltrattamenti, l’avvocato Titoli che ha definito ”generici e frutto di pregiudizi” i fatti riportati in aula da alcuni dei testimoni, tra cui la zia, la cugina e il padre della vittima. ”Se la situazione era stata percepita così grave perchè nessuno è mai intervenuto?". Non c’è una denuncia, una segnalazione ai carabinieri in relazione ai maltrattamenti, nè da parte di Barbara, nè da parte di altre persone. Non c’è un certificato medico, o una dichiarazione dei medici che avevano in cura Barbara, che offre un riscontro oggettivo a questi maltrattamenti”.
Titoli ha anche parlato di ”pregiudizi” da parte di alcuni testimoni ”nei confronti della famiglia Spaccino, del clan”, pur non negando che ci fossero dei problemi all’interno della coppia.
I legali hanno chiesto per il loro assistito l’assoluzione per il reato di maltrattamenti, perchè il fatto non sussiste o comunque non costituisce reato o, in subordine, per insufficienza di prove. Per l’accusa di omicidio è stata riproposta l’ipotesi che qualcuno, quella sera, quando Spaccino è uscito di casa, entrò nella villetta di Compignano per compiere un furto, tentativo poi sfociato nella tragedia. ”Quella stessa sera – ha detto il legale – in due abitazioni poco distanti dalla villetta di Compignano si sono verificati due furti da parte di ignoti”.
- redazione
- 15 Maggio 2009










