Qualche volta viene da dubitare dell’intelligenza delle persone. Con gli uffici della Provincia di Perugia “invasi” da polizia per le note vicende di “appaltopoli” c’è stato anche chi, non solo continuava ad uscire per fare la spesa ma addirittura se ne andava in piscina durante l’orario di ufficio.
Ovvia la denuncia alla magistratura. La donna, secondo quanto si è appreso, per il suo comportamento era tenuta d’occhio dalla polizia provinciale ed oggi è stata interrogata dal gip del tribunale di Perugia.
Per ben due volte sarebbe stata sorpresa in piscina quando invece doveva essere in ufficio. Sulla vicenda l’amministrazione provinciale, con il presidente Giulio Cozzari, in un comunicato sottolinea l’impegno della amministrazione sul rispetto dell’orario di lavoro da parte del personale dipendente.
“Durante la legislatura si è posta particolare attenzione alle politiche per la gestione del personale, da un lato stimolando il riconoscimento del merito e dall’altro affermando la necessità di salvaguardare l’etica del lavoro pubblico, in ogni sua possibile accezione.
Su questi presupposti l’Amministrazione ha attivato, in casi dubbi, forme di controllo doverose quanto necessarie per il buon andamento dei servizi e la salvaguardia dell’immagine dell’Ente, giovandosi dell’apporto della Polizia Provinciale. Da tale attività è emerso il comportamento potenzialmente scorretto di un dipendente dell’Ente che opportunamente segnalato agli organi competenti è in fase di accertamento”.
- Redazione
- 19 Maggio 2009










