L'episodio fa da contr'altare ad uno di segno inverso accaduto due mesi fa nella città del tufo e che vide una madre impartire una lezione eccessiva al figlio "somaro"
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Ad Orvieto c’è evidentemente gente, genitori, che la pensa in modo diametralmente opposto per quel che riguarda l’educazione dei figli.
Una donna nel marzo scorso era stata denunciata per «abuso di mezzi di correzione e di disciplina». Aveva costretto il figlio, che aveva preso brutti voti, a mettersi in ginocchio davanti agli insegnanti ed agli altri genitori ed a raggiungere nella scomoda posizione il parcheggio della scuola.
Tutto “ pro-prole”, invece, un operaio di 47 anni,
a cui è andata peggio.
Sabato mattina, alla scuola media Ippolito Scalza nel quartiere Ciconia di Orvieto, l’uomo ha mostrato una eccessiva fiducia nel comportamento del figlio. Alla famiglia dello studente era arrivata una comunicazione della scuola con l’ invito ad un colloquio.
Quando è stato ricevuto dalla vicepreside della scuola che gli ha comunicato il cattivo rendimento scolastico del figlio annunciandogli che rischiava la bocciatura, l’uomo l’avrebbe minacciata, lanciandole contro il materiale che era sulla scrivania, mettendo anche a soqquadro il suo ufficio ed infine avrebbe afferrato la scrivania scagliandola contro il muro. Il tutto era condito dall’affermazione che il figlio era bravo e che la colpa del suo rendimento era tutta dei professori.
Ovvio fuggi fuggi generale e vice preside barricata nella prima stanza trovata fin quando non sono arrivati i Carabinieri che hanno portato l’agitato genitore a sbollire la rabbia nelle loro guardine, con l’accusa di minacce, danneggiamento aggravato ed interruzione di pubblico servizio.

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