C’è chi ritiene che buone norme possono consentire un corretto smaltimento dei rifiuti. Controlli, certificati ed analisi dovrebbero tutelare i cittadini.
Non è necessario scomodare i proverbi, “fatta la legge trovato l’inganno”, per disilludere gli onesti.
Il profitto a tutti i costi basta ed avanza per mettere in crisi un sistema nei cui confronti la unica tutela sarebbe la sua non esistenza.
Ed invece c’è chi dei modi per aggirare la legge ed avvelenare impunemente la gente ne fa una professione: consulente ambientale.
Stavolta uno di questi, di Isola del Liri (Frosinone) è stato arrestato in esecuzione di un provvedimento del gip di Terni nell’ ambito di una indagine della Forestale sullo smaltimento illecito di rifiuti che era cominciata nel novembre 2007 su segnalazione delle procure di Avezzano e Sulmona.
Il terminale dei rifiuti era una azienda operante nel settore dei laterizi . «Un’intera filiera» di smaltimento illecito di rifiuti cosiddetti «in bianco» che anche ricorrendo a documenti falsi faceva apparire come regolare tutto il percorso del materiale trattato, dalla produzione, al trasporto e quindi allo smaltimento.
Al consulente si contesta di aver svolto illecitamente, in concorso con altri, l’acquisizionedi ingenti quantità di rifiuti anche pericolosi (metalli pesanti e oli minerali) fornendo mezzi, intermediazioni, consulenze ed analisi di laboratorio false con ingiusti profitti ed elevati guadagni. È accusato anche di falsità ideologica in certificati e in atto pubblico per aver fornito false indicazioni sulla natura, composizione e caratteristiche fisicho-chimiche dei rifiuti, omettendo la presenza delle sostanze pericolose compreso l’amianto.
Tutta roba che è stata bruciata ed è sicuramente finita nei polmoni di ognuno nel ternano.
- Redazione
- 21 Maggio 2009










