E’ trascorso circa un anno da quando l’argomento “rotatorie di Cappuccini” ha ripreso timidamente consistenza, sorretto da vaghe dichiarazioni propositive e tentativi di aperture burocratiche. Ma la delusione aleggia ora nelle parole di Elio Andreucci, che è stato tra i primi promotori del progetto.
“Ad oggi – scrive Andreucci – purtroppo dobbiamo constatare che la “strada” è ancora lunga e piena di ostacoli e sarà ancora più lunga a mio parere, se si continua ad insistere sull’ipotesi di realizzazione contemporanea di ambedue le rotatorie, come dubito che si stia procedendo, in quanto tutto è caduto nuovamente in un silenzio indefinito, nonostante i buoni propositi iniziali.”
La proposta alternativa che viene presentata come” assolutamente necessaria, per semplicità, costi e brevità di percorso” è, “dare la priorità alla rotatoria di Via 1° Maggio, pur rimanendo nell’ipotesi del progetto complessivo dell’opera, dal momento che questa rotatoria non presenta particolari difficoltà realizzative, né di ordine pratico, nè procedurale ed economico. Assolverebbe inoltre anche ad un ruolo meramente sperimentale oltre a quello essenzialmente circolatorio, di cui tutti ne conosciamo l’estrema necessità a causa dell’enorme ed assurdo disagio che siamo costretti a subire giornalmente”.
Ma anche tale proposta trova chi solleva obiezioni. La rotatoria in via 1° Maggio, infatti, assolverebbe alla sua funzione convogliando con maggior celerità il traffico sulla via Tiberina. Ma su questa strada, a poche decine di metri, ci sarebbe lo stop di fronte alla stazione di servizio Esso e quindi le attese al bivio di via 1° maggio si trasferirebbero al bivio successivo senza alcun vantaggio, anzi ci sarebbe il rischio che la fila da questo secondo bivio possa diventare in certi momenti tanto lunga da bloccare proprio la rotatoria e nei due sensi di marcia. La soluzione cioè potrebbe essere peggiore del male e di questo anche Andreucci sembra consapevole.
Per la realizzazione della seconda rotatoria, in corrispondenza cioè di Via Cortesi, “come è facilmente intuibile – dice Andreucci – è necessario superare molteplici difficoltà, basti pensare agli espropri delle varie aree private, al ripristino regolamentare degli accessi e servizi, ai lavori di livellamenti quota, al coinvolgimento dei vari fornitori quali Enel, Eni, Telecom, Umbra Acque e Gesenu.”.
Viene però proposto, come soluzione provvisoria, di “eliminare i due Stop di fronte alla Esso, che attualmente bloccano lo scorrimento del traffico sulla Tiberina in direzione Todi e Ponte Rio, provenendo da Collevalenza, ed abolire la svolta verso Ponte Rio a tutte le auto che scendono da Via Cortesi. Con questa semplice modifica a costo zero, si eliminerebbero le incredibili code che si formano attualmente sulla Tiberina e che ovviamente ostacolerebbero la funzionalità della rotatoria di Via 1° Maggio qualora venisse realizzata.”
La soluzione, tuttavia, sembra peccare di una visione che tiene conto solo di una parte delle esigenze. Con la soluzione proposta, infatti, si verrebbe a privare il centro storico di Todi di una delle vie di uscita. Conseguentemente giunto a Porta Romana il traffico dovrebbe dividersi in direzione delle uscite lungo la strada del cimiterio vecchio o verso via dello Zodiaco e questo farebbe risultare illusorio il miglioramento in arrivo da Cappuccini.
Infatti chi dovesse, in maggior misura che attualmente, puntare da porta Romana alla circonvallazione dell’ex Mattatoio andrebbe ad impegnare proprio l’incrocio trasversalmente al traffico da Cappuccini.
Ancor più consistente sarebbe il problema per l’immissione in uscita per via dello Zodiaco, che andrebbe – anch’esso – ad intersecare quello proveniente da Cappuccini- Collevalenza.
Alla fine, visto che i principi che presiedono alla teoria della organizzazione del traffico privilegiano la fase del deflusso rispetto a quella dell’afflusso ai centri storici, la conseguenza inevitabile sarebbe dover mettere un nuovo stop o semaforo su via Cortesi per agevolare la svolta a sinistra per via del Crocefisso e, parafrasando un noto detto, si direbbe “morto uno stop se ne fa un altro”.
- Redazione
- 26 Maggio 2009










