L'utilizzo dello sterco animale potrebbe ridurre del 75% le estrazioni di argilla nelle cave, dare un reddito aggiuntivo aggli allevatori e realizzare prodotti molto più leggeri e resistenti di quelli abituali

 “L’oro nero” del nuovo millennio potrebbe venire dalle vacche.
Lo sterco animale è studiato soprattutto per produrre energia, ma adesso è spuntato un nuovo utilizzo che toglierebbe di dosso agli animali l’accusa di essere poco ecologici
C’è  già chi li usa per produrre carburanti alternativi i e chi, invece, come materiale da costruzione a basso costo.
In Indonesia,
un team di studenti della Prasetiya Mulya Business School, ha sviluppato un sistema che permette di utilizzare gli escrementi delle mucche e trasformarli in EcoFaeBrick, degli innovativi mattoni che risultano essere estremamente leggeri, ma molto più resistenti dei classici mattoni.
 
La produzione di tali “laterizi”, e la cosa non è un particolare da trascurare, non richiede l’apertura di grandi miniere di argilla e quindi permette di salvaguardare l’ambiente.
Realizzati con una miscela di sterco bovino e argilla, rispettivamente 75% di sterco e 25% di argilla, vengono poi cotti all’interno di forni alimentati a biogas: tecnica che permette di abbattere esponenzialmente le emissioni di Co2.
Certo la presenza di un tal genere di materia prima dovrebbe diffondere odori non poco gradevoli ma con l’esperienza che si è fatta con le puzze provenienti dalle fornaci di laterizi “normali” probabilmente la gente accetterebbe un cattivo odore di cui sa l’origine e la composizione che non misteriose emissioni (*).
 
Stando alla ricerca condotta dagli stessi studenti indonesiani la produzione di EcoFaeBrick potrebbe velocizzare inoltre lo sviluppo economico delle aree più povere del Paese.
Per realizzare i mattoni ecologici, infatti, le industrie dovrebbero comprare la materia prima direttamente dai contadini e dai piccoli allevatori di bestiame. Questo permetterebbe di aumentare il reddito annuo di molte famiglie di oltre il 50%.

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