Dopo quello lanciato per la sanità umbra dalla Cgil, un nuovo allarme “legato” alla situazione sanitaria del comprensorio della media valle dl Tevere e, più in generae, quella dei comuni della cintura perugina, viene dalle tre maggiori organizzazioni sindacali.
Alla organizzazione di Epifani si sono unite Cisl ed Uil nel denunciare che «La scure del taglio dello 0,7 per cento sulle spese del personale rispetto all’anno 2008 (taglio regionale aggiuntivo rispetto a quello disposto dal Governo, n.d.r.) mette in forte dubbio l’erogazione di diversi servizi nella Asl numero 2»
Lo affermano i sindacati della funzione pubblica secondo i quali «nei prossimi giorni assisteremo ad una serie di ridimensionamenti di servizi dell’Asl, che non ci è dato di sapere se si collocano in un disegno strategico regionale o se saranno frutto del caso.
Il rischio peggiore è che questo ridimensionamento ingeneri il sospetto di voler favorire alcuni primari della sanità regionale».
Secondo i sindacati i tagli di spesa già disposti nel 2008, invece di essere apprezzati, verrebbero, con il meccanismo disposto, ulteriormente accentuati. Così chi nel 2008 non avesse risparmiato nel 2009 si troverebbe avvantaggiato e viceversa.
«L’azienda – ricordano, in un comunicato congiunto i sindacati della funzione pubblica- nel corso del 2008 ha prodotto dei risparmi sulla spesa del personale in previsione dell’ampliamento della residenza assistita Seppilli, del potenziamento del centro di riabilitazione di Passignano e di un eventuale potenziamento del servizio per le cure palliative per i malati terminali.
Il taglio – e questa, per i sindacati, è una ‘beffa’ – incide sulla spesa effettiva del 2008». «In pratica – spiegano – oltre i tagli previsti già dalla finanziaria, si dovrà operare un ulteriore taglio che si aggira per il 2009 (compresi i risparmi del 2008) intorno ai 2,5 milioni di euro, che in termini di addetti si aggira intorno a 110 posti tra quelli vacanti non ricopribili e le supplenze non attribuite. »
Ma significativo è l’attacco sindacale alla strategia regionale che fino ad ora ha fatto della Usl2 “la pigna dell’acqua santa” per alleviare le inefficienze delle aziende ospedaliere, segnatamente di quella di Perugia, e di altre Unità sanitarie locali dell’Umbria.
Dicono infatti i sindacati «Tutto ciò si aggiunge alla forte penalizzazione che è avvenuta negli ultimi anni in termini di riparto regionale, oltre all’aumento delle tariffe che la Asl 2 corrisponde alle altre aziende regionali».
Per i sindacati, «l’assessorato alla sanità, stanti le scelte effettuate di tipo economico, deve assumersi la responsabilità di dichiarare pubblicamente quali servizi si vogliono diminuire o sopprimere nell’azienda, che comprende 24 Comuni della provincia di Perugia».
- Redazione
- 30 Maggio 2009










