Una tecnologia, già usata per gli spazzolini elettrici, potrebbe consentire di ricaricare le batterie elettriche senza doversi " attaccare" a linee elettriche aeree
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I vecchi tram elettrici, che si vedevano anche a Perugia e che venivano fin verso la fine degli anni ’60 primi ‘70 chiamati “filobus”, persero la gara con le auto a benzina anche per le ingombranti linee elettriche che dovevano esser stese sopra le strade.
Ma ora potrebbero rivivere grazie alla sperimentazione in corso nella principale università tecnologica della Corea del Sud.
Qui si sta sviluppando un progetto per alimentare le auto elettriche con strisce di ricarica inserite nel manto stradale che utilizzano la tecnologia presente in alcuni spazzolini da denti elettrici.
Il trasferimento di elettricità senza contatto, definito anche ricarica induttiva, funziona con magneti e cavi posti sotto le vetture che stabiliscono un contatto con la corrente nella striscia di ricarica ricevendo elettricità mentre viaggiano. Il sistema è impiegato in alcuni spazzolini di denti che sono sigillati e resistenti all’acqua, che non hanno bisogno di essere innestati per ricaricarsi con una connessione attraverso un magnete, ricevendo energia mentre sono piazzati in un contenitore.
A differenza delle linee elettriche usate per i tram, i veicoli non avrebbero  bisogno di un contatto costante con le strisce, che una persona potrebbe toccare senza prendere la scossa. Le vetture con degli apparecchi guidati da sensori magnetici poste al di sotto potrebbero "succhiare" l’energia viaggiando sulle strisce, senza venirne direttamente a contatto.
Il progetto, ancora a un livello sperimentale, punta su strisce larghe dai 20 ai 90 centimetri e lunghe forse centinaia di metri inserite sulla strada.
Il sistema, che può ricaricare diversi veicoli contemporaneamente, permetterebbe ad auto e bus elettrici di ridurre le dimensioni delle proprie batterie o estendere la loro autonomia. Il sistema verrà testato entro l’anno dal servizio bus di Seoul ed in altre città sudcoreane mentre anche alcune case automobilistiche stanno collaborando al progetto.

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