Visto il grande incremento delle richieste, legato alle norme della legge Brunetta, l'azienda sanitaria chiede che le segnalazioni d'ora in poi vengano inviate via web, ribadendo che le prestazioni verranno fatturate ai committenti
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L’introduzione delle norme fissate dalla legge Brunetta in merito alle "visite fiscali" ha prodotto un notevole incremento delle richieste da parte degli enti pubblici, costringendo la Usl 2 a prendere "contromisure" organizzative ed economiche.
Considerato che tali attività non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il direttore generale Giuseppe Legato ha diramato una circolare con la quale l’Azienda sanitaria chiede alle amministrazioni pubbliche e private "un supporto tecnico ed economico".
Per quanto concerne l’aspetto tecnico, le richieste di visita fiscale dovranno essere effettuate d’ora in poi tramite web, accedendo al portale appositamente implementato per la gestione di tale casisistica.
Dopo una prima fase transitoria di sperimentazione, la Usl 2 non accetterà più richieste che non siano pervenute con tale modalità.
Il direttore generale Legato, nel ribadire la "non obbligatorietà per la Usl di erogare tali prestazioni", ricorda comunque ai datori di lavoro committenti che "le visite fiscali effettuate saranno fatturate".

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