Quando i dati dell’affluenza alle urne per le elezioni europee sono giunti da circa un quarto dei comuni d’Italia, esclusi quelli della Valle d’Aosta, la regione che fa registrare la più alta affluenza è l’Umbria con quasi un 83%.
Il dato è sicuramente influenzato dalla celerità con cui quattro comuni del ternano hanno comunicato i loro e pertanto è destinato a scendere ma resterà comunque alto.
La supremazia dell’Umbria resiste anche quando sono stati comunicati i dati di circa metà dei comuni italiani anche se la percentuale è scesa all’80% circa.
Nel prosieguo del tempo l’Umbria resiste al primo posto, anche se l’Emilia Romagna si è avvicinata a poco meno di un punto percentuale, quasi a voler difendere il primato che fu suo alle precedenti elezioni.
Primato che l’Emilia si è ripreso quando sono arrivati i dati di 5.700 comuni italiani.
Ma quando mancano i dati di meno di 700 comuni è comunque un testa a testa: 76,21% contro 76,47% e le altre regioni del collegio del Centro sono lontane dall’Umbria.
Posizioni invariate tra Umbria ed Emilia Romagna quando mancano i dati di solo 400 comuni italiani (76,26% contro 76,60%).
A dati acquisiti per 7.761 comuni, un pugno di votanti separa le due regioni: Umbria 76,51%, Emilia Romagna 76,62%.
Poi a 7828 comuni le posizioni si invertono con l’Umbria al 77,18% e l’Emilia Romagna al 76,72%.
Mancano ormai solo i dati di due comuni dell’Emilia Romagna e tre dell’Umbria, ma sembra che la situazione non possa più cambiare, con l’Umbria che vanta un 0,90% di votanti in più.
Ma a mancare sono i dati di Perugia e con l’Emilia Romagna attestata ad un definitivo 76,79% il 77,65% dell’Umbria potrebbe non resistere.
Ed invece si, anzi l’Umbria raggiunge uno storico 77,88.










