La scadenza per la restituzione di tasse e contributi resta fissata al 16 giugno: flessibilità per eventuali ritardi, errori e inesattezze
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L’auspicata proroga della scadenza per la restituzione della "busta pesante" non c’è stata: il termine entro il quale le popolazioni terremotate di Umbria, Marche e Molise, colpite dal sisma nel 1997, dovranno versare il dovuto rimane dunque fissato per il 16 giugno.
In compenso è arrivata una nota dell’Agenzia delle Entrate nella quale ai spiega che vi sarà la massima flessibilità nel valutare eventuali ritardi, errori e inesattezze nella presentazione dei documenti e nell’importo dei versamenti. In pratica, insomma, i cittadini che non dovessero farcela dovrebbero poter usufruire comunque delle agevolazioni e di una valutazione non formalistica delle pratiche inoltrate.
La mobilitazione per ottenere una proroga è stata ampia, anche in considerazione della numerosa platea di contribuenti coinvolti nel pagamento delle tasse e contributi congelati a seguito del terremoto. Nonostante l’aumentato numero di sportelli e l’implementazione dei servizi di assistenza, le file davanti agli uffici dell’Agenzia delle Entrate hanno assunto dimensioni rilevanti, generando in qualche caso anche problemi di ordine pubblico.
Da più parti era stata chiesta una proroga almeno fino a settembre, ritenendo che l’individuazione della data del 16 giugno fosse stata sbagliata in partenza. Sia a Perugia che ad Ancona i sindacati sono arrivati a rivolgersi al Prefetto, per sollecitare un intervento.
Fino all’ultimo giorno, alla richiesta di proroga della busta pesante sono stati frapposti problemi di finanza pubblica, ma nella giornata di lunedì, dalle Marche, è arrivata la dichiarazione del consigliere regionale Silvetti, il quale ha dichiarato che il "Governo sta approntando una proroga dei termini", con il Pdl che "dimostrerà ancora una volta che il territorio si aiuta con i fatti e non con la demagogia e il pressapochismo politico".

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