La Guardia di Finanza ha irrorato sanzioni a 10 stranieri
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L’abitudine di pagare in contanti somme che in qualche modo non si vuole far sapere al Fisco sta giocando brutti scherzi nei confronti di cittadini cinesi operanti nel ternano.
La guardia di finanza di Terni, Orvieto e Amelia ha compiuto una serie di verifiche riguardanti l’omessa dichiarazione dei redditi e irregolarità in transazione di compravendita di immobili e aziende.
Le fiamme gialle hanno così accertato che dieci stranieri, operanti nei settori dell’edilizia e del commercio di abbigliamento, oggetti d’arte e call center non hanno dichiarato al fisco ricavi per oltre 130 mila euro, non hanno versato Irpef per 155 mila euro e Iva per 100 mila euro.
Inoltre sono stati trovati undici lavoratori in nero, dei quali due nel settore edile e nove del manufatturiero dell’abbigliamento.
In merito alle vendite di immobili e aziende, la guardia di finanza ha accertato quattro violazione del limite di 12.500 euro per complessivi 110 mila euro. In un caso dagli accertamenti è emerso che un cinese ha acquistato un immobile da una impresa edile di Terni versando in contanti, come acconto, 40.000 euro; in un altro caso è stata rilevata la cessione, tra cittadini originari della Cina, di una azienda operante a Terni con un passaggio di 25.000 euro completamente in contanti. Sono state comminata sanzioni pari al 40 per cento del valore della transazione.
 

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