Non è infrequente vedere, in Umbria e nel comprensorio, senza dover andare a Napoli o Palermo, i cassonetti dell’immondizia traboccanti. Ciò si verifica non solo e non tanto per ritardi o disfunzioni nella raccolta, ma spesso per il semplice fatto che vengono introdotti nei contenitori rifiuti con grosso volume.
In particolare, nelle “campane” per la raccolta differenziata della plastica, le bottiglie di acqua minerale, non schiacciate a dovere, occupano spazi smisurati a confronto del loro poco peso. La situazione si presenta talvolta anche per i contenitori riservati a carta e cartone.
Ora una soluzione potrebbe venire dal fotovoltaico ed avrebbe effetti sia sulla decenza nei pressi delle zone di raccolta che sui bilanci e l’efficienza dei servizi di prelevamento.
La soluzione è semplice. I cassonetti, negli Stati Uniti, iniziano ad essere costruiti inserendo nei coperchi dei piccoli pannelli fotovoltaici ,sufficienti ad alimentare un piccolo motore elettrico che comanda un “compattatore” interno al cassonetto che riduce il volume dei rifiuti.
L’investimento economico per l’acquisto di questi nuovi cassonetti può essere ammortizzato se gli stessi si dotano di una segnalatore che comunica ad una centrale il livello dei rifiuti raggiunto in quel particolare cassonetto.
Così si possono ottimizzare i giri di prelevamento, da parte degli speciali automezzi, che diminuiscono perché i cassonetti si riempiono di più e perché negli stessi giri si possono “saltare” quelli che hanno ancora sufficiente capacità.
- Redazione
- 17 Giugno 2009










