Lo scontro sull’energia eolica tra Italia Nostra e l’Associazione Nazionale Energia del Vento (Anev) che ha firmato con Greenpeace e Legambiente un protocollo d’intesa per la promozione dell’eolico in Italia, riporta all’onore delle cronache un abituale frequentatore del tuderte, quel Carlo Ripa di Meana che tanto apprezza l’Umbria da avere una sua residenza sulle colline tra Cecanibbi di Todi e Monte Castello di Vibio e che forse a queste zone si riferisce quando esterna le ragioni della sua avversione alle “pale”.
Peraltro, all’ormai ottantenne ex ministro viene accreditata la carica di Presidente di Italia Nostra che invece lo stesso avrebbe, secondo il sito web dell’agenzia, avuto solo fino al 2007.
Ma Oreste Vigorito, presidente dell’Anev è stato categorico, secondo quanto riportato dall’Ansa, ”Il presidente di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana – ha detto – mi ha annunciato che loro presenteranno una moratoria al Parlamento Europeo contro l’eolico, perche’ gli impianti eolici deturperebbero il paesaggio. Vorrei sapere qual e’ l’impegno di Italia Nostra contro altre installazioni che, come autostrade o cave, hanno un certo impatto paesaggistico. Allora mi chiedo e’ davvero difesa del paesaggio oppure dietro c’e’ qualcos’altro?”.
Negli interventi di Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, e Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente., ovviamente la difesa dell’eolico che avrebbe un impatto molto inferiore rispetto ad altri impianti.
Secondo l’Anev, Puglia, Campania e Sicilia sono le regioni che si pongono ai primi posti per numeri d’impianti. Marche, Umbria e Sardegna, invece, sono quelle che hanno grandi potenzialita’ ma danno poche risposte”.
Peraltro, all’ormai ottantenne ex ministro viene accreditata la carica di Presidente di Italia Nostra che invece lo stesso avrebbe, secondo il sito web dell’agenzia, avuto solo fino al 2007.
Ma Oreste Vigorito, presidente dell’Anev è stato categorico, secondo quanto riportato dall’Ansa, ”Il presidente di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana – ha detto – mi ha annunciato che loro presenteranno una moratoria al Parlamento Europeo contro l’eolico, perche’ gli impianti eolici deturperebbero il paesaggio. Vorrei sapere qual e’ l’impegno di Italia Nostra contro altre installazioni che, come autostrade o cave, hanno un certo impatto paesaggistico. Allora mi chiedo e’ davvero difesa del paesaggio oppure dietro c’e’ qualcos’altro?”.
Negli interventi di Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, e Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente., ovviamente la difesa dell’eolico che avrebbe un impatto molto inferiore rispetto ad altri impianti.
Secondo l’Anev, Puglia, Campania e Sicilia sono le regioni che si pongono ai primi posti per numeri d’impianti. Marche, Umbria e Sardegna, invece, sono quelle che hanno grandi potenzialita’ ma danno poche risposte”.








