Chi è andato a votare per le elezioni europee difficilmente si è reso conto che resti, quozienti, ripartizioni e soglie fanno parte di complicati calcoli matematici per definire la rappresentanza italiana a Strasburgo.
Ma mentre gli altri Paesi hanno già indicato i loro nomi «in più», l’Italia non ha ancora provveduto. È infatti necessaria una correzione della legge. E poi, probabilmente, un nuovo conteggio di quorum e resti. I tempi, perciò, potrebbero essere lunghi.
Un gruppo di non eletti di Pdl, Pd e Udc contesta cinque seggi sottratti a Sud e Isole e assegnati al Centro-Nord. Le liste della sinistra, ferme sotto lo sbarramento, rivendicano un europarlamentare ciascuna in base ai resti.
Tutti anticipano di essere pronti a fare ricorso al Tar del Lazio, ove la Cassazione non dovesse dar loro ragione.
All’Italia centro-settentrionale sono infatti stati assegnati in totale 5 seggi in più di quanti previsti dalla ripartizione prospettata prima delle elezioni da un decreto del presidente della Repubblica.
Ne avrebbero tratto vantaggio 2 eletti del Pdl e uno ciascuno per Udc, Pd e Lega, a tutto svantaggio di altrettanti colleghi del Meridione.
Non si tratta, precisano gli stessi ricorrenti, di errore o malafede da imputare al ministero dell’Interno.Ma di un problema che potrebbe essere «assai complesso», secondo fonti della stessa Cassazione e che riguarda l’interpretazione della legge elettorale per le europee del 1979.
Il più alto astensionismo nel Meridione, insieme al minor numero di partiti che partecipano al riparto, hanno determinato un inedito vistoso squilibrio a favore del Centro-Nord.
La distribuzione si calcola sulla base dei voti validi riportati da ogni lista nelle singole circoscrizioni «La ripartizione -ha precisato il Viminale – è effettuata sulla base dei risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione. È pertanto insito nel sistema della legge l’eventuale non allineamento tra la distribuzione dei seggi ex decreto del Presidente della Repubblica, adottato il 1ø aprile 2009, e la distribuzione calcolata sulla base dei voti validi riportati da ogni lista nelle singole circoscrizioni. Fenomeno che dal 1979 ad oggi si è costantemente verificato.
Prc-Pdci e Sinistra e Libertà invece si appigliano a un presunto «errore» della legge che ha introdotto lo sbarramento al 4% e li ha esclusi da Strasburgo. Sostengono che una norma li ammetterebbe almeno al riparto dei seggi in base ai resti, consegnando così un eletto ciascuno.










