Ci sono anche produttori umbri tra quelli che sono stati individuati nel corso delle indagini disposte dal procuratore aggiuntodi Torino, Raffaele Guariniello, e che avrebbero accertato la presenza principi attivi degli antibiotici nel miele.
Altri produttori sono stati individuati in Sardegna, nel Lazio, nelle province di Treviso, Udine, Padova (dove se ne trovano in numero maggiore rispetto alle altre), Varese, Brescia, Alessandria e Torino (nella zona di Settimo Torinese).
Le analisi dei campioni prelevati dai Nas sono state svolte con la collaborazione degli istituti zooprofilattici di diverse località. I test hanno permesso di accertare la presenza di sulfamidici (come il sulfatiazolo), tetracicline, tirosina, streptomicina e anche una quantità di idrossimetilfurfurale, una sostanza naturalmente prodotta dal miele con il passare del tempo, superiore a quella consentita.
Complessivamente venti produttori di varie parti d’Italia saranno indagati per commercio di sostanze alimentari nocive quando i magistrati subalpini trasmetteranno le carte ai colleghi delle altre città competenti.
Gli antibiotici – è stato spiegato dagli investigatori – sono contenuti in prodotti che gli apicoltori spargono sugli alveari per proteggere la salute delle api.
Su 671 campioni di miele fatti esaminare, venti sono risultati fuori norma.
- Redazione
- 20 Giugno 2009










