Umbria in seconda posizione, dopo la Toscana, per l’approvazione del Piano Casa. Il Consiglio Regionale, riunito martedì 23 giugno, ha dato il via libera con 17 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti al ddl per il rilancio del settore costruzioni. La legge non decadrà dopo 18 mesi, come previsto dalla bozza di decreto legge governativo, ma resterà in vigore per incentivare il recupero edilizio.
 
Interventi ammessi: Possibili secondo la norma regionale ampliamenti volumetrici su edifici residenziali uni o bifamiliari, ma anche su condomini che non superano i 350 metri quadri, fino a un massimo del 20% della superficie utile coperta e comunque mai superiori ai 70 metri quadri. Le demolizioni e ricostruzioni prevedono premi volumetrici del 25% per gli edifici con almeno 8 alloggi e superficie massima di 800 metri quadri, con il vincolo di destinare il 50% dell’incremento alla realizzazione di abitazioni non inferiori ai 60 metri quadri, da affittare a canone concordato. Ammessi anche aumenti del 35% per tre edifici da abbattere compresi in un piano attuativo. Sono inoltre consentiti aumenti di cubatura del 20% per gli edifici a destinazione produttiva oggetto di un piano attuativo su una superficie fondiaria di 2 ettari.
 
Novità: Nelle zone rurali si potrà usufruire di agevolazioni procedurali. Sarà sufficiente la Dia per gli interventi sugli immobili già esistenti al 1997. Possibili anche gli ampliamenti fino a 70 metri quadri su edifici abusivi che abbiano ottenuto la regolare sanatoria entro il 31 marzo 2009.
 
Esclusioni: Non sarà possibile effettuare interventi di riqualificazione edilizia e aumento delle cubature nei centri storici. I Comuni avranno 60 giorni di tempo per decidere se esonerare in tutto o in parte il proprio territorio dall’applicazione della legge.
 
Le reazioni: Sostenibilità, qualità e competitività territoriale. Sono le caratteristiche racchiuse nella norma regionale secondo la maggioranza, obiettivi raggiungibili attraverso interventi innovativi sul patrimonio edilizio. Di parere diverso l’opposizione di centrodestra, che nella nuova legge vede limiti eccessivi, implicanti l’esclusione del 70% del territorio dalle misure previste. Aperta a possibili aggiustamenti il Governatore Maria Rita Lorenzetti, pronta a modificare in itinere le condizioni troppo vincolanti.
 
In base allo spirito della legge la gestione del territorio sarà attuata secondo i principi di sussidiarietà e copianificazione, in modo da assicurare un governo condiviso e multilivello delle risorse.

 

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