Un'ordinanza dell'ex Sindaco impone al parroco di limitare l'uso della campane solo ai riti liturgici dalle 8 alle 21; l'orologio potrebbe smettere di suonare; i cittadini non ci stanno ed in due giorni hanno raccolto 250 firme
campane

Badiola è sul piede di guerra: dei cittadini, in due soli giorni, hanno raccolto oltre 250 firme contro l’ordinanza del Sindaco Chiacchieroni, probabilmente l’ultima da lui firmata, che limita l’uso delle campane.
Andiamo per ordine: la notifica è giunta il 22 Giugno fra le mani del parroco, don Primo, e reca la firma del 19 Giugno, due giorni prima del ballottaggio, periodo nel quale la figura del Sindaco era vacante e spettava al primo cittadino emanare solo degli atti per il regolare funzionamento della macchina comunale.
L’ordinanza impone al parroco, entro 30 giorni dalla consegna, di fare gli interventi necessari per cambiare il funzionamento delle campane stesse: potranno suonare per gli atti di culto dalle 8 alle 21, dalle 9 nei festivi; l’orologio potrà funzionare solo previa riduzione della sonorità, negli stessi orari detti sopra, ma i rintocchi riguarderanno solo le ore, non più i quarti.
Le prime voci su questa ordinanza giravano in paese già da qualche giorno, ma fino a Domenica nessuno ha comunicato niente ai cittadini: nella Messa domenicale don Primo, al termine della celebrazione, ha letto ai fedeli l’ordinanza, annunciando che dal 19 Luglio si sarebbe attenuto alle indicazioni impartite dal Comune.
Apriti cielo: i cittadini si sono organizzati, hanno scritto una lettera allegata alla quale stanno raccogliendo centinaia di firme: gli abitanti di Badiola sono 450, aver raccolto in 2 giorni più di 250 firme significa che la protesta interessa molte persone.
Tutto iniziò un paio di anni fa, ci spiegano i cittadini: “Badiola sta crescendo, arrivano persone nuove e nascono facilmente discussioni: così è successo anche per il campanile, fino all’anno scorso funzionava sempre, in tutte le ore: da un anno, dopo le prime proteste di pochi, e soprattutto sconosciuti cittadini, si fa suonare dalle 8 alle 20, senza più l’inizio della giornata che eravamo abitati a sentire alle 7”.
“Adesso vogliono addirittura zittirlo per sempre: il parroco già ci ha detto che non è possibile ridurre la sonorità delle campane: ciò significa semplicemente che non sentiremo più suonare né i quarti né le ore, ma sentiremo le campane solo per gli atti di culto, fra le 8 e le 21”.
Nell’ordinanza del Sindaco si legge che “il suono della campane pare costituire elemento di disturbo della quiete e del riposo delle persone” ma la gente si chiede chiede se sia giusto privare un paese di una tradizione antica come questa, uno scandire del tempo e dei riti religiosi che ha da sempre guidato la vita degli abitanti delle frazioni del marscianese.
I cittadini promettono battaglia, a giorni presenteranno le firme per bloccare l’ordinanza e se necessario, sono intenzionati ad impugnare l’ordinanza fino al Tar.

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