Legambiente ha organizzato un blitz per chiedere maggiori tutele per il paesaggio della regione

“Giù le mani dalla costa”: questo il messaggio che ha voluto lanciare oggi la Goletta dei Laghi di Legambiente, in questi giorni impegnata nelle analisi sullo stato di salute delle acque del Trasimeno. Gli ambientalisti si sono recati questa mattina nel paese di Magione con bandiere e striscioni per protestare contro quello che definiscono un vero e proprio assalto al territorio umbro e contro l’eccessivo consumo di suolo ormai in atto in questa regione.
Di recente a Magione il Corpo Forestale dello Stato ha messo sotto sequestro 60 villette e 12 cantieri edili. Secondo le Forze dell’Ordine, le costruzioni stavano sorgendo su aree coperte da un vincolo di “inedificabilità assoluta” in quanto zone inserite nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e quindi sotto tutela. Secondo gli uomini della Forestale sono diversi gli ettari di bosco che sono stati sacrificati per compiere questo grande abuso edilizio. 
“Nel congratularci con il Corpo Forestale per l’ottimo lavoro svolto a dimostrazione dell’attenzione che le forze dell’ordine impiegano nel controllo e tutela del nostro territorio  – dichiara Alessandra Paciotto, presidente Legambiente Umbria – non possiamo però non rilevare che la vicenda di Magione è solo la punta di un iceberg che coinvolge tutta la nostra regione. Sempre di più infatti assistiamo a casi di questo genere: speculazioni edilizie mascherate da piani di recupero, piani regolatori che concedono di costruire anche in aree agricole di pregio ed in aree boschive come a Magione. Senza contare che non tutti comuni hanno aggiornato i propri piani regolatori”.
Consumo di territorio fin qui sottovalutato dunque, tanto che ad oggi mancano dei dati ufficiali per la regione umbra su questo fenomeno. Risale infatti a qualche giorno fa  la pubblicazione da parte di Legambiente del “Primo Rapporto sul Consumo di Suolo in Italia”, studio realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano e con l’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica). Il dossier presentato dall’associazione, però, non contiene dati sull’Umbria e questo perché la regione non è stata in grado ancora di fornire nessun risultato in materia.

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