Non più la piana di Ilci-Montemolino (e questo si sapeva da tempo), ma non più neppure il potenziamento di Pian dei Mori, a Pian di Porto. Per la costruzione di un nuovo grande depuratore al servizio di buona parte del comune di Todi – si parla di un impianto tarato per 20 mila abitanti equivalenti – il sito individuato è all’incrocio tra la strada statale che porta ad Orvieto e quella che conduce nelle frazioni di Asproli e Porchiano.
Qui, grazie alla realizzazione di lunghe linee di adduzione, verranno convogliati i reflui di quasi l’intero territorio comunale, ad esclusione di quelli della zona di Pantalla, dove è invece previsto un impianto autonomo a servizio del nuovo ospedale comprensoriale nonchè di tutta l’area residenziale e industriale circostante.
Tutti gli scarichi degli altri depuratori esistenti intorno al colle saranno reindirizzati verso la nuova maxi struttura prevista appunto a ridosso del Tevere in prossimità del lago di Corbara, con un riordino complessivo del sistema fognario che è parte integrante dell’intervento per la realizzazione del nuovo depuratore.
Lo studio di fattibilità redatto da "Umbra Acque" sarebbe proprio stamattina al vaglio dei soggetti ed enti locali preposti per il definitivo via libera alla progettazione, mentre ieri sul terreno individuato (particelle 20-18 e 113 del foglio catastale 112 del Comune di Todi) è arrivata la macchina per effettuare i primi sondaggi geologici.
E’ ormai una settimana che il nuovo depuratore è entrato tra gli argomenti di dibattito cittadino, dopo che sono iniziate ad arrivare ad alcuni abitanti della zona le lettere di "Umbra Acque" nelle quali si comunica l’avvio del procedimento di apposizione del vincolo pre-ordinato all’esproprio-servitù delle aree.
Le prime reazioni, come è facile immaginare, non sono state positive (vedi anche "lettere e interventi"). Pur essendo la zona individuata caratterizzata da bassa densità demografica e non vi sia una visuale diretta con la città di Todi, le osservazioni critiche riguardano il fatto che il nuovo depuratore verrebbe costruito a confine con il parco fluviale del Tevere e di Siti di interesse comunitario, con gravi rischi per l’ecosistema. Altri hanno fatto notare che le condutture di adduzione dovranno correre lungo il Naia, in luoghi dove esistono problemi di dissesto idrogeologico e di esondabilità, con conseguente possibilità di danneggiamento delle opere e conseguente inquinamento ambientale.
Delle caratteristiche del nuovo depuratore poco o nulla ancora si sa, se nonche sarà di nuovo tipo con vasche sigillate. E proprio la carenza di informazione è un altro punto intorno al quale si va innestando la polemica, anche politica, con l’opposizione che ha già denunciato come "su un tema di tale rilevanza il Consiglio comunale sia stato espropriato delle proprie competenze di indirizzo dell’attività amministrativa".
Sembra quasi di rivivere quanto accadde nell’estate del 2006: all’epoca si registrò, pressapoco per gli stessi motivi, una forte mobilitazione popolare contro il progetto del maxi depuratore a Ilci-Montemolino (si parlava di un impianto per 80 mila abitanti equivalenti). Alla fine si decise di rimettere tutto in discussione, arrivando ad indicare una soluzione nel potenziamento del depuratore di Pian dei Mori.
Poi il nuovo cambiamento di rotta, in direzione di Corbara, con la riformulazione del quadro degli interventi da parte dell’Autorità di ambito ATO 1 Umbria in data 6 febbraio 2009 e parere del Comune di Todi in data 30 aprile 2009 ("non necessita di VAS, con riserva di valutare gli aspetti in dettaglio, riguardanti le opere in oggetto della variante al Piano d’Ambito nella successiva fase di Valutazione di incidenza ambientale").










