L'ex campione di Coppa Davis è al lavoro presso gli impianti di Pontenaia fino al 9 agosto
barazzutti

La città di Todi sta guadagnandosi un posto di  rispetto nella scena sportiva nazionale. Gran parte del merito va dato a Marcello Marchesini, presidente del Tennis Club Todi 1971, il quale, grazie all’appoggio dell’amministrazione comunale, è riuscito ad organizzare due camp per ragazzi, uno di basket e uno di tennis, appoggiandosi a due vere e proprie leggende delle rispettive discipline: Valerio Bianchini e Corrado Barazzutti.
Quest’ultimo è ancora al lavoro con i ragazzi nei campi del Tennis Club in località Pontenaia (lo stage terminerà il 9 agosto). Barazzutti è uno dei più vincenti atleti nella storia del nostro tennis, numero 7 al mondo nel ranking ATP nel 1978, capace di raggiungere le semifinali di US Open e Roland Garros, rispettivamente nel 1977 e nel 1978, e di conquistare la Coppa Davis in squadra con Panatta, Bertolucci e Zugarelli. Dal 2001 è capitano non giocatore della nazionale maschile italiana e dal 2006 anche di quella femminile.

Siamo circa a metà dello stage. E’ soddisfatto di quello che ha visto finora? Ha visto dei miglioramenti nei ragazzi?  "Si, sono molto soddisfatto. I ragazzi seguono un programma molto intenso, dove tocchiamo tutti i punti più importanti del miglioramento della tecnica e della strategia del tennis. Inoltre fanno un’ottima preparazione atletica, si allenano mediamente 6 ore al giorno. Quindi sono molto soddisfatto, i ragazzi reagiscono molto bene, sono contenti, per cui lo stage funziona al meglio".

Quale sono le ragioni che l’hanno spinta ad organizzare tale manifestazione nella città di Todi? "L’iniziativa è stata di Marcello Marchesini. Lui è già molto attivo sul territorio con il torneo e mi ha semplicemente proposto di fare questi stage qui a Todi perché la struttura era adeguata. Poi Todi è un posto molto bello, per cui molto adatto sia ad accogliere i giovani che gli adulti. Infatti questi sono stage anche per adulti".

Questo camp viene immediatamente dopo quello di basket di Valerio Bianchini, un altro mostro sacro del panorama sportivo italiano. Queste iniziative rispondono ad un progetto di turismo sportivo, che si affianchi a quello “classico”, già ampiamente presente a Todi.
Come vede la nascita di questo progetto, e quali sviluppi pensa potrà avere in futuro? "Credo che lo sport sia un volano molto importante per il turismo, quindi fa molto bene l’amministrazione comunale ad appoggiare un progetto di questo genere perché lo sport attira persone, dunque fa conoscere il territorio, crea risorse, crea ricchezza. Quindi lo ritengo uno strumento molto importante per dare visibilità al territorio".

Lei nel ’76 ha vinto la Coppa Davis insieme a gente come Panatta, Bertolucci e Zugarelli. Vede qualcuno oggi, nel tennis italiano, in grado di replicare le vostre imprese? "Non so se saranno in grado di replicare le nostre imprese, però ci sono dei giovani in Italia certamente molto interessanti, sui quali la federazione sta lavorando. E poi abbiamo dei giocatori importanti, come Seppi, Bolelli, Fognini, Starace, Cipolla, che sono giocatori che stanno ottenendo risultati importanti in tutto il mondo".

Perché il tennis femminile, a livello di risultati individuali, sembra avere più successo rispetto a quello maschile? L’esempio più recente è l’ottima figura fatta da Francesca Schiavone a Wimbledon. "In assoluto, se andiamo a vedere le classifiche parliamo di giocatrici che sono classificate molto meglio dei nostri giocatori, quindi sono molto più forti. Non è un caso, la federazione in passato ha lavorato su alcune giocatrici, tra le quali c’erano la Schiavone, la Pennetta, la Vinci, la Santangelo, e queste si sono poi rivelate delle scelte vincenti. Lo sta facendo con altri giovani e speriamo che possano essere vincenti anche quelli. 

Stage come questo in corso possono dare una spinta importante al movimento, aiutando i giovani a migliorarsi? "Certamente. Tanto che in questo stage abbiamo il campione umbro under 14, un altro ragazzo rumeno under 14 che è classificato per la sua età nei primi dieci giocatori d’ Europa. Quindi questo stage ha ragazzi di grande talento, di altissimo livello, che possono diventare i campioni del domani".

Cosa c’è nel futuro di Barazzutti? "Nel mio futuro continuerò sempre ad avere un’attività rivolta ai giovani, sia come allenatore che come promotore del gioco del tennis, dello sviluppo del gioco, che ritengo sia una delle cose più importanti".


 

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