Presentati i risultati di una ricerca sull’impatto turistico del collegamento aereo Perugia-Londra tramite la compagnia low cost Ryan Air
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Chi viene in Umbria con i voli Ryanair vuole in primo luogo visitare le città, i monumenti ed i musei, ma c’è anche chi non disdegna relax e riposo, la buona tavola ed i buoni vini, la possibilità di fare shopping e di entrare in contatto con la natura.
E’ quanto emerge dall’indagine sulle ricadute turistiche del collegamento Ryanair fra l’aeroporto di Perugia e  Londra-Stanstead  presentata a Perugia alla presenza della presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti.
Dal punto di vista pratico si è fatto ricorso alla somministrazione diretta di questionari da parte di due intervistatori qualificati  ai soli passeggeri inglesi in partenza dall’aeroporto di Perugia con lo scopo di verificare le ricadute dirette e indirette della tratta aerea che collega il capoluogo con Londra, analizzando, fra le altre cose, le motivazioni di scelta dell’Umbria, la durata della vacanza, le caratteristiche della permanenza sul territorio (tipologie ricettive preferite, modalità di trasporto, itinerari di visita, attività ed esperienze ricercate), la spesa dei turisti (alloggio, ristorazione, auto a noleggio, cultura, divertimento, prodotti tipici, etc.), le criticità rilevate.

Puntando alla raccolta di 2 mila questionari completi, l’Osservatorio ha calendarizzato l’indagine tra aprile-novembre 2009, consentendo di coprire diverse stagioni di vacanza: questo primo report dà conto dell’elaborazione effettuata sui primi 305 questionari raccolti da aprile a giugno.
“In questa prima fase di rilevazione, sono state effettuate 305 interviste a passeggeri dei voli Ryanair presso l’aeroporto nella fase immediatamente precedente la partenza del volo Perugia – Londra – è stato spiegato sai ricercatori – L’Umbria è indicata come destinazione finale del viaggio dall’85,6 per cento degli intervistati che utilizzano lo scalo principalmente come base logistica per penetrare nel territorio umbro. Solo una piccola minoranza lo sceglie per raggiungere località fuori regione e in particolare del sud della Toscana (la più gettonata è Cortona)”.
Il 26,6 per cento degli intervistati specifica di aver avuto Perugia come meta del proprio viaggio, ma il dato di maggiore interesse è la diffusione dei flussi di passeggeri nel territorio regionale con una evidente preferenza per le località minori, i piccoli borghi e le aree di campagna.
 
Pur risultando Assisi in testa alle indicazioni (10,2 per cento degli intervistati) si rileva una forte capacità attrattiva da parte di comuni quali Umbertide (6,9 per cento), Città di Castello (6,2per cento) ed il comprensorio del Lago Trasimeno (6,2per cento).
L’area che rimane sostanzialmente marginale all’irradiamento dei flussi è sicuramente la Provincia di Terni che evidentemente trova negli aeroporti della Regione Lazio una più comoda soluzione logistica.
Come si diceva chi viene in Umbria con i voli Ryanair  ha piacere di visitare le città, i monumenti ed i musei (24,7per cento delle indicazioni). Cerca relax e riposo il 21,5 per cento, apprezza la buona tavola ed i buoni vini il 14,3 per cento, mentre non esclude la possibilità di fare shopping il 12 per cento e gradisce di entrare in contatto con la natura il 9,1 per cento.

Altro dato interessante è che prevale un turismo di soggiorno, anche se un’elevata percentuale di visitatori si rende autonoma negli spostamenti mediante il noleggio all’arrivo di un’automobile (36,9 per cento) o ha la possibilità di utilizzare auto di amici/parenti (22,9 per cento) e questo ci fa pensare a un visitatore che pur avendo il proprio baricentro in un preciso luogo di soggiorno si muove autonomamente nel territorio in funzione delle proprie motivazioni di visita.
La motivazione del viaggio è prevalentemente leisure (78,3 per cento) con solo una minoranza fra gli intervistati che sono spinti da ragioni di lavoro (solo 7,8 per cento). Da sottolineare come un intervistato su tre dichiari di non aver avuto prima del viaggio una specifica conoscenza dell’Umbria, probabilmente accostandola all’immagine della Toscana e più in generale dell’Italia Centrale. Fra chi aveva invece sentito già parlare di Umbria solo pochi riconoscono una qualche importanza ad Internet quale fonte di conoscenza della nostra regione (solo 3,2 per cento) nettamente battuto dal passa parola di amici e parenti, che spesso hanno una casa in proprietà in regione o hanno perfino scelto di vivere in Umbria, ed il ricordo di precedenti soggiorni in Umbria (14 per cento).

Circa i giudizi formulati su alcuni aspetti centrali dell’ attrattività e vivibilità turistica dell’Umbria è entusiastico il giudizio sulla qualità del life style che ai loro occhi caratterizza l’Umbria (il 42,6 per cento degli intervistati assegna il massimo gradimento e complessivamente il 66,2 per cento lo giudicano positivamente), giudizio rafforzato dall’altrettanto entusiastico apprezzamento della ristorazione (75,4 per cento dei giudizi positivi) e del cibo e dei vini locali (74,8 per cento), a cui si aggiunge anche una positiva valutazione del livello di sicurezza riscontrato (58,4 per cento dei giudizi positivi).
Buona anche la valutazione di qualità del sistema di informazione turistica (59,3 per cento di indicazioni positive) e della possibilità di fare shopping (55,7 per cento). Escono bene anche gli hotel e le strutture ricettive, che vengono considerate positivamente dal 52,4 per cento degli intervistati, ed i musei (52,1 per cento).
La soddisfazione degli intervistati trova ulteriore conferma nel fatto che ben l’87,2 per cento intende ritornare per un soggiorno turistico in Umbria e che l’88,5 per cento consiglierebbe ai propri parenti e amici una vacanza nella nostra Regione.

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