Ho trascorso fino ad oggi la mia giovane esistenza in difesa ed a favore della caccia; impegnandomi a risolvere le tematiche che ogni qualvolta si presentano con soluzioni pratiche ed allo stesso tempo che interessavano la stragrande maggioranza dei cacciatori (perchè tutti non si accontenteranno mai!).
Ora è giunto il tempo delle riflessioni, dei resoconti e delle analisi degli errori: non dobbiamo perdere altro tempo guerreggiando tra noi, ma dobbiamo sedere intorno ad un tavolo e concertare obiettivi comuni.
In parlamento è in discussione la modifica della L.157/92 e se tutti vogliamo tutto ed ogni cacciatore, ogni associazione, ogni club presenta le proprie proposte, è quanto queste non saranno accolte perché l’una è il contrario delle altre come puntualmente avviene.
A proposito di quanto sopra vorrei far riflettere quei pochi cacciatori fautori dell’apertura unica, parzialmente ottenuta, visto le numerose proteste riguardanti il calendario venatorio che mi giungono da qualche giorno sia da parte delle squadre di cinghiale che si sentono oppressi dall’obbligo di effettuare battute selettive, (pena se si rifiutano il ritiro del blocco dei verbali e seguente cancellazione della squadra), sia dai singoli cacciatori di cinghiale che giustamente ricordano a tutto il mondo venatorio che la specie cinghiale come tutte le altre specie di selvaggina cacciabile è di TUTTI, quindi mi chiedono perché la caccia al cinghiale non inizia per tutti al 18 ottobre in modo da dare ad ogni cacciatore le stesse possibilità di prelievo? Sia da tutti gli altri cacciatori stanzialisti che si trovano già dal primo giorno di caccia il territorio ristretto dalle innumerevoli tabelle delle squadre….
Conseguente sovraffollamento di alcune zone e iper pressione su tutta la selvaggina stanziale che nel giro di pochi giorni verrà sterminata, (zone non settorializzate per cinghiale, zone montuose, fossi, stoppie….), sia da tutto il resto dei cacciatori che mi chiedono come faranno ad andare a caccia quando si troveranno nel mezzo di un settore tabellato con 50 cacciatori e 40 cani che scorrazzano avanti e indietro per le zone boscate!
Questo non per far polemica con chi ha manifestato queste proposte ma per affermare quanto da me detto sopra che il più delle volte è controproducente mettere insieme una grande quantità di modifiche per peggiorare le cose.
A questo punto vorrei lanciare una provocazione, non fine a se stessa ma per far riflettere ancora una volta su quello che asserisco con fermezza.
Se la Regione Umbria aveva fatto come la Regione Emilia Romagna che la caccia al cinghiale si effettua solo in battuta da oltre 12 anni, come avrebbero reagito i signori nonsquadracinghialari?
Da noi è prevista anche come forma individuale, ma non ho mai visto chi va da solo indossare abbigliamento ad alta visibilità….
Sono 22 anni che la Regione Umbria con R.R. ha normato questa caccia ed in primis non tralasciando il problema della sicurezza di chi la esercita e di chi è nelle vicinanze, anche non cacciatore, facendo tabellare la zona delle battute ed indossando abbigliamento ad alta visibilità; da 4 anni grazie ad un nuovo R.R. si è ridotto il numero delle squadre, (iscrizioni chiuse negli A.T.C. fino al 2012), e da quest’anno obbligo di due battute giornaliere con orario di braccata.
Si dice che siamo in emergenza cinghiali, quindi vorrei rivolgermi ai tecnici e dirigenti regionali e provinciali affinché si facciano finalmente le cose per il verso giusto, partendo con i censimenti dei distretti, indicare il numero dei capi da prelevare, valutazione dei danni in maniera seria e coerente, documentandola con fotografie, fatta da agronomi qualificati.
Collaborazione tra il mondo venatorio e il mondo agricolo.
Collaborazione tra tutti i cacciatori in assemblee pubbliche per la soluzione di qualsiasi problematica, possibilmente organizzate da tutte le ASS. VENATORIE, (la FIDC di Todi è sempre presente e disponibile per qualsiasi discussione pubblica che abbia lo scopo di proporre migliorie per tutto il mondo venatorio).
Per quanto riguarda il nostro territorio del comune di Todi sento il bisogno di fornire alcune precisazioni visto che da alcuni giorni “qualcuno” fa circolare volantini menzogna in merito alla vicenda sull’istituzione di una nuova Z.R.C. nelle frazioni di Torregentile e Romazzano, essendo stato promotore e portavoce alle richieste del 90% dei cacciatori di 6/7 frazioni del comune in seguito al nuovo piano di ripopolamento degli A.T.C., che nei prossimi anni prevederà immissione solo di selvaggina esclusivamente di cattura, si è deciso per il bene di tutti i cacciatori (37 frazioni ed 1 sola Z.R.C.) di istituire una nuova zona di ripopolamento e cattura per avere una maggiore quantità di animali da immettere nel territorio cacciabile.
La scelta di tale superficie da tabellare (480 ettari) è stata presa dopo aver studiato il territorio, ottimo per qualsiasi tipo di selvaggina stanziale e migratoria, (vedi le numerose coppie di colombacci e tortore che vi nidificano), di cui il 45% boscato e il restante 55% di campi coltivabili suddivisi in tre parti:
1-Il 10% prati;
2-Il 20% coltivazioni intensive;
3-Il 25% abbandonato a sterpaglie ed erbacce;
Inoltre in quell’area sono presenti quattro laghetti artificiali ed un fosso alimentato da una sorgente; continuo rendendo noto a tutti i cacciatori che su quei 480 ettari ad oggi sono presenti alcuni fondi chiusi che precludono alla caccia (130 ettari), in più va considerata tutta quella superficie da togliere al terreno agro-silvo-pastorale (157/92) confinante con casolari, strade carrozzabili, linee telefoniche ed elettriche. IN REALTA’ QUANTI ETTARI CACCIABILI VENGONO TABELLATI?
Per quanto riguarda la specie cinghiale ricordo a tutti cacciatori e agricoltori che la legge regionale 14/94 prevede: abbattimenti, trappolaggi, battute di selezione, prevenzione con recinzione elettrificate e copertura del danno causato da qualsiasi animale selvatico al 100%.
Ricordo anche a quei signori che ad oggi si presentano all’opinione Tuderte come vittime di “qualcuno” che nel Febbraio 2008 al ristorante Rosa dei Venti di Fiore venne indetta dalla F.I.D.C. di Todi un’assemblea pubblica dove vennero invitati tutti i cacciatori Tuderti in particolare quelli delle frazioni di ROMAZZANO- TORREGENTILE-VASCIANO-MONTENERO-PESCIANO-CAMERATA-FIORE-IZZALINI-ASPROLI e PORCHIANO, in quell’occasione erano presenti più di 150 Seguaci di Diana che grazie ad una votazione democratica, ebbe il 95% di consensi favorevoli, decisero di presentare un progetto all’ A.T.C. e alla Provincia per l’istituzione di una nuova Z.R.C. a Todi…..
Accetto qualsiasi tipo di critica se costruttiva per il bene della caccia e invito tutti i cacciatori Tuderti ad impegnarsi e proporre tante idee migliorative in linea con la legge quadro nazionale e i R.R.
All’interno delle associazioni dobbiamo sensibilizzare ed educare gli iscritti sia sotto il profilo venatorio che eticovenatorio, quest’ultimo aspetto è importante perché se tutti capissero che la caccia è di tutti gli abilitati come pure il prelievo della selvaggina aspetta in modo omogeneo a tutti e si effettua nei modi e nei tempi previsti dalla legislazione si eviterebbero le “furbate” dei più arroganti.
Così divisi non abbiamo gli stessi diritti del resto dei cacciatori europei, mentre quest’ultimi aggiornano le loro forme di caccia (vedi i cacciatori Francesi, Olandesi….) migliorandole e mettendole all’avanguardia, nel nostro bel Paese non si fanno progressi, le Leggi sono vecchie di ben 17 anni, le deroghe non hanno più armonia e serenità.
Esser cacciatori una volta era un vanto, ci si tramandava questa passione da padre a figlio ed era appunto una forma di cultura; e non era di secondaria importanza l’avere il porto d’armi indice di una condotta impeccabile!
Dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato, ripartire dagli insegnamenti che ci suggerivano i nostri nonni cacciatori ed elaborarli anche con la tecnologia e la scienza, potrebbe essere l’arma vincente per la rivalutazione della caccia.
UN SINCERO IN BOCCA AL LUPO A TUTTI I CACCIATORI PER L’APPROSSIMARSI DELLA NUOVA STAGIONE VENATORIA…(finalmente)…










