Amministrazione Comunale di Marsciano e Sia in campo per affermare correttezza operativa e gestionale dell’ impianto di Olmeto, rispondendo neppure tanto indirettamente alle accuse mosse dal fronte capeggiato da Sabatino Ranieri.
“Forze politiche locali, non nuove a strumentalizzazioni – afferma il sindaco Alfio Todini – sembra vogliano ora sfruttare le vicende giudiziarie di Bettona per affermare parallelismi che rigettiamo con determinazione. A noi spetta anche di tutelare l’immagine e l’onorabilità della città e dell’Ente che rappresentiamo e chi continuerà a lasciarsi andare ad affermazioni lesive di tutto ciò ne risponderà nelle sedi opportune. Abbiamo lavorato da sempre in accordo con tutti gli organi di controllo preposti ai quali abbiamo sempre fornito la massima collaborazione. L’impianto necessita dopo 20 anni di attività, di un aggiornamento tecnologico che lo renda più capace di fornire risposte adeguate a normative ambientali che si sono fatte via via più stringenti”.
“La gestione del depuratore – ha fatto eco il presidente di Sia Alvaro Grossi – non rappresenta l’attività principale della Sia che esplica servizi di igiene urbana in tanti Comuni con percentuali di raccolta differenziata tra le più alte della nostra regione. La nostra attività è un servizio pubblico soggetto al controllo di tutti gli organismi preposti al quale non si è mai sottratta nell’interesse di tutta la comunità”.
“Dal punto di vista tecnico – dice l’amministratore delegato Giuseppe Sassaroli – abbiamo da tempo attivato, oltre ai controlli a cui siamo per legge soggetti e che non abbiamo mai eluso, collaborazioni con tecnici terzi, come l’agronomo Tobia Fiocchetti, che controlla i processi di fertirrigazione, per i quali ci atteniamo al Piano di Utilizzazione Agronomica così come previsto dalla normativa regionale”.
“Il destino dell’impianto di Olmeto – conclude il sindaco – per ciò che ci riguarda era già configurato nel programma con cui ci siamo presentati agli elettori. Il 13 agosto scade il contratto CIP 6 e quindi l’energia prodotta non potrà più essere venduta a prezzo agevolato e inoltre l’impianto risente della normale usura dovuta al tempo di utilizzo: o si trovano modalità di aggiornamenti tecnici che siano in grado di riportare in equilibrio costi e investimenti o l’impianto andrà chiuso cercando soluzioni adeguate per la zootecnia che è una risorsa dei nostri territori che vogliamo preservare e difendere. Noi continueremo a studiare per cercare le soluzioni più condivise possibili. Speriamo di poter contare su atteggiamenti costruttivi e non propagandistici da parte di tutti”.
- redazione
- 3 Agosto 2009











