Accorato appello per non continuare a compromettere il patrimonio del centro storico con nuove edificazioni
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“Ci rivolgiamo all’Unesco perché aiuti lo Yemen a salvarsi dalla sua distruzione, cominciata con la distruzione delle mura di Sanaa.
Ci rivolgiamo all’Unesco perché aiuti lo Yemen ad avere coscienza della sua identità e del paese prezioso che esso è.
Ci rivolgiamo all’Unesco perché contribuisca a fermare una miseranda speculazione in un paese dove nessuno la denuncia.
Ci rivolgiamo all’Unesco perché trovi la possibilità di dare a questa nuova nazione la coscienza di essere un bene comune dell’ umanità, e di dover proteggersi per restarlo. 
Ci rivolgiamo all’Unesco perché intervenga finché è in tempo a convincere una ancora ingenua classe dirigente che la sola ricchezza dello Yemen è la sua bellezza; che conservare tale bellezza significa oltretutto possedere una risorsa economica che non costa nulla, e che lo Yemen è in tempo a non commettere gli errori commessi dagli altri paesi
".
Così scriveva Pasolini nel 1971 dopo aver girato le scene del film  “Il fiore delle mille e una notte", un appello all’Unesco per salvare Sanaa capitale dello Yemen dalle speculazioni miopi della sua classe dirigente.
Nel 1984 il sogno di Pasolini, con legittimo scetticismo, prende finalmente forma. L’Unesco lancia una campagna internazionale per la conservazione e il restauro di Sanaa.

Quante similitudini e quanto insegnamento possiamo trarre per la  bella Todi,  e tant’altre  nostre belle antiche città,   gioielli  d’arte irripetibili,  città etrusche, romane, medioevali, rinascimentali.
Rivediamo  l’intervista a  Pasolini sulla città di Orte e “la forma delle città”; anche se la televisione  pubblica non dà molto spazio a questi temi è tutto salvo  in internet per fortuna.
Certamente oggi  noi occidentali con la  “cultura",  noi che abbiamo studiato l’Arte, che sappiamo gli errori fatti nel passato… non stiamo abbattendo le mura della nostra città ma stiamo rovinando irrimediabilmente  il nostro prezioso patrimonio.
Basta guardare  cosa abbiamo fatto in pochi anni… (solo per chiarezza lavori approvati e realizzati da  una Giunta all’epoca di sinistra, anche se questi scempi non hanno un colore politico  ma si trovano sotto ogni tipo di amministrazione).

Iniziamo con l’ultima realizzazione di un  centro commerciale e uffici realizzato al posto dell’ex oleificio a Portafratta accanto alle nostre antiche mura difronte  alle  antiche  mura medioevali.
Non c’è nulla da dire, basta guardarlo: due  cubi di cemento uniti fra loro,  più alti delle mura stesse, simile a tanti altri centri commerciali sparsi in Italia,  e non si venga a parlare di architetti famosi: è una rovina per l’estetica  della  città.
Come lo sono state tante realizzazioni improprie  fatte da architetti famosi (ad esempio  il celebre involucro dell’ Ara Pacis di Roma dell’Architetto  Meier con le sue scontate e banali cascatelle d’acqua  che copre una bellissima  chiesa del 700).
Lo diceva il grande  Architetto Michelucci: “è voler fare il proprio monumentino sopra un ‘opera d’arte”  dove invece non c’è bisogno di aggiungere altro.

Un turista viene a Todi per  vedere le mura e le nostre bellezze artistiche e  non i centri commerciali… edificabili benissimo ma fuori da un’area di rispetto della città. 
Altre mura, quelle etrusche,  guardando  le mura di via Termoli,  quelle meno visibili al turista forse ma le più belle e imponenti, un’opera di alta ingegneria che sostiene il fianco nord della città: sono invase ormai da  anni  da rovi , piante,  radici  quasi alberi che non solo sono brutte ma che sicuramente  rovinano infiltrandosi nel muro  la stabilità e la solidità  dello stesso. Dobbiamo aspettare che cadano?
La fontana d’aqua ai  piedi del muro  contiene  carogne di animali,  gatti ed altro annegati da anni,  con pregiudizio anche della nostra salute.
Nessuna manutenzione:  quanto costerà pulire un muro ogni 10 anni  e fare una pulizia della fontana? Forse la soluzione è fare meno spettacoli in piazza  ma più manutenzione  e salvaguardia del patrimonio. 

Chiesa della Consolazione,  gioiello del Rinascimento: assediata da anni sul lato ovest  dalla realizzazione del parcheggio. Dove prima c’era un  campo secolare d’olivi  e un prato verde  oggi ci sono camper,  automobili, cestini per rifiuti, panchine e cipressini da autogrill… che penoso spettacolo.
Non si venga anche qui  parlare di necessità di parcheggi. Quello nuovo realizzato a Porta Orvietana è quasi sempre vuoto .. e potrebbe benissimo sostituire quello della Consolazione.
Il  nuovo centro commerciale  ormai non credo si possa abbattere! Cerchiamo almeno di togliere  il parcheggio della bella chiesa della Consolazione e ripiantiamo i nostri  olivi.
Altrimenti dovremmo solo con rimpianto vederli nelle belle  antiche cartoline dei nostri cari fotografi  Orsini e Lupattelli.
Mi rivolgo con un appello a tutti: vi prego salviamo la nostra bella Todi.  
 

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