Il Cescat (Centro studi casa ambiente e territorio di Assoedilizia) ha effettuato un monitoraggio dell’andamento turistico che ha interessato in particolare le zone balneari della Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio, ma che si è esteso anche in Umbria.
L’analisi del centro studi apprezza soprattutto che non si sia avuta una perdita di clienti: meglio un cliente povero che un cliente “morto” e così commenta “il temuto crollo del turismo italiano non si è verificato, tant’è che in agosto è stato azzerato il trend negativo dei primi sei mesi”.
Per il Cescat, sembrerebbe « che il numero degli arrivi sia analogo a quello del 2008 e anzi, in diversi casi, sia più consistente (+1-1,5%), smentendo così le pessimistiche previsioni della vigilia che risentivano dei mesi orribili di inizio anno».
Anzi, viene sottolineato, « già si registrano dati positivi come il +4% rispetto al 2008 dell’Umbria, e addirittura il più 12% della provincia di Macerata. E tedeschi e austriaci, e pure inglesi e francesi sono tornati».
La crisi economica, tuttavia, c’è e si sente: a un aumento o a una tenuta delle presenze non corrisponde per forza un aumento del giro d’affari, «che calano mediamente del 15-18% (spesa pro capite da 860 a 725 euro) a causa della riduzione dei giorni di vacanza, della scelta di forme di ospitalità meno care (pensioni, case in affitto, bed&breakfast, agriturismo) al posto degli alberghi che, infatti, soffrono nonostante abbiano abbassato i prezzi anche di un terzo». In crisi, secondo il Cescat, sarebbero anche i tour operators che, con un -20% di entrate, «hanno cancellato molte mete, soprattutto extraeuropee».
Anche l’analisi di Agriturist (Confagricoltura ) mette in evidenza che il numero complessivo di ospiti dell’agriturismo, in agosto, è rimasto invariato dal 2007, nonostante la crisi economica, mentre l’offerta è cresciuta, in due anni, almeno del 10%.
Ciò sta determinando una costante erosione dei redditi delle imprese, aggravata dall’aumento dei costi di gestione e dal crescente ricorso ad offerte last minute per incoraggiare la domanda.
Esaminando le visite al portale internet , la ricerca per area geografica vede al primo posto la Toscana, seguita da Campania, Lazio e Lombardia. Fra le province, la più richiesta è Grosseto (Maremma), seguita da Siena (Chianti), La Spezia (Cinque Terre) e Perugia.
Nel periodo di Ferragosto la clientela ‘in fattoria’ sarà di 185 mila a fronte di una disponibilità di 198 mila posti letto; e farà soggiorni brevi, in media di 4,7 giorni, contro i 4,9 giorni dello stesso periodo dello scorso anno, anche perchè mancherà all’appello un 7% di visitatori stranieri, quelli che si fermano più a lungo. In flessione anche l’agricampeggio (- 5%) e la ristorazione agrituristica (- 10%).
- Redazione
- 13 Agosto 2009









