La multinazionale che produce i semi geneticamente modificati ha, prima, cercato di nascondere l'accaduto in Sud Africa e, poi, ha parlato di errore nella selezione, ma la mancata produzione ha interessato 200mlia ettari di campi
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La notizia potrebbe causare danni immensi e per questo la multinazionale americana produttrice «avrebbe compensato economicamente le aziende che hanno perso il raccolto, con il patto che non parlassero dell’accaduto in pubblico o con i media».
Ma la denuncia, dell’African Centre for Biosafety, è stata pubblicata dall’agenzia pro africana ‘Pambazuka News e l’azienda leader nel settore dell’agricoltura e delle agrobiotecnologie cerca di correre ai ripari e limitare i danni dichiarando che  «un errore è stato commesso durante il processo di selezione».
Ma molti sospettano che siano più profondi i motivi per cui tre varietà di semi di mais geneticamente modificato non hanno prodotto frutti durante la stagione di crescita 2008-2009 lasciando circa 200 mila ettari di campi a secco di pannocchie e con una penuria di granturco per diverse province del Sudafrica.
Il timore è adesso che le piante sterili abbiano contaminato vasti terreni, con l’impollinazione incontrollata, attraverso il vento

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