Nuovo esposto alla magistratura dei presidenti dei comitati per l'ambiente di Bettona e Marsciano sulla vicenda dei liquami provenienti dagli allevamenti di suini
maiali

La calda estate umbra rischia di surriscaldarsi sulla vicenda dei tanti, forse troppi, suini presenti in regione.
Passate poche ore da quando era stata smentita la presenza tra gli indagati del Presidente e dell’assessore all’ambiente della Regione, i comitati per l’ambiente di Bettona e Marsciano hanno presentato alla procura della Repubblica presso il tribunale di Perugia un nuovo esposto-denuncia sulla vicenda del depuratore bettonese di liquami zootecnici, al centro di un inchiesta partita oltre 20 giorni fa che poi ha creato ripercussioni anche a Marsciano.
L’esposto è firmato dal presidente del comitato di Bettona, Remo Granocchia, e da Giulietto Vinti presidente del comitato per l’ambiente di Marsciano, impegnato sul fronte del depuratore – biodigestore di quel Comune.
Nell’esposto si chiede ai magistrati di «accertare eventuali responsabilità in cui si ritenga possano essere incorsi coloro che sono preposti alla tutela della protezione dell’ambiente e della salute dei cittadini».
In particolare, i comitati sottolineano che «nè la presidente Lorenzetti nè l’assessore all’ambiente Bottini sono intervenuti in modo deciso in merito a tale vicenda per riportare la situazione alla normalità e alla legalita».
«Lo scopo di questo esposto – ha spiegato Granocchia – è di scoprire le connivenze e le eventuali coperture politiche a tutti i livelli, regionali e locali, che hanno consentito questo disastro ambientale».
Si vuole anche «fare in modo che le responsabilità non rimangano ai livelli bassi di qualche singolo allevatore-coltivatore», oltre che «denunciare le eventuali manovre di occultamento tendenti a riprendere con lo stesso metodo illecito la gestione dei reflui zootenici attuata sinora». Granocchia ha sottolineato che «dopo 25 giorni dallo tsunami giudiziario, nè la presidente nè l’assessore hanno fatto sentire la loro voce, senza sentire il dovere di prendere in mano la situazione».
Per i comitati di Bettona e Marsciano, «non si possono occupare di gestire il risanamento gli stessi soggetti che, a diversi livelli, hanno contribuito a creare i gravi problemi attuali».

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